Riforma Scuola. Anief: partecipa anche tu alla stesura degli emendamenti per migliorare il testo

di redazione
ipsef

#iocambiolascuola con Anief non è solo un hashtag, ma la ferma decisione di cambiare il testo della riforma del Governo con il contributo di chi lavora nella scuola, per non lasciare l’ultima parola come al solito ai tribunali.

#iocambiolascuola con Anief non è solo un hashtag, ma la ferma decisione di cambiare il testo della riforma del Governo con il contributo di chi lavora nella scuola, per non lasciare l’ultima parola come al solito ai tribunali.

Le 100.000 immissioni in ruolo non bastano per svuotare le Gae e le Gm né tengono conto dei precari inseriti nelle graduatorie di istituto. Penalizzate le assunzioni su infanzia e primaria nonostante negli ultimi anni sia stato ridotto il tempo scuola su questo segmento con ripercussioni sui risultati di apprendimento dei nostri studenti. Ecco perché vogliamo ritornare al 1990, alla riforma che ci aveva portato in vetta alle classifiche mondiali.

Anche sul sostegno sarebbe antiquato difendere un organico non tarato sul numero degli alunni. E che dire dell’obbligo formativo previsto già nel 1999 e poi cancellato? Sono scelte che, di certo, necessitano di organici ulteriori che abbiamo stimato in oltre 150.000 unità, e il bello è che i titolari ci sono tutti, perché la metà di essi è chiamato in supplenza fino al termine delle attività didattiche dalle graduatorie d’istituto ogni anno.

L’introduzione dell’organico funzionale non può portare a una deriva clientelare della gestione della scuola pubblica quando la scuola autonoma necessita della partecipazione di tutte le sue componenti. È la condivisione delle responsabilità che permette di ottenere risultati, tanto più che la figura del vicario, per ragioni economiche, nell’ultimo quinquennio è stata svilita.

Bisogna tutelare la carriere di precari e neo-assunti, e continuare a utilizzare le graduatorie che valutano titoli ed esperienza nell’assegnazione delle supplenze lunghe ricoperte su titolare assente, senza impedire il diritto alla mobilità per esigenze di famiglia o professionale per chi è di ruolo.

Questa è la buona scuola per Anief. Se hai altre idee, scrivici subito entro il 31 marzo a [email protected], noi siamo al fianco di chi lavora nella scuola, per cambiarla e fare crescere il Paese.

Le proposte di emendamenti

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