Riforma. School bonus a paritarie “senza scopo di lucro”. Apertura pomeridiana, dentro fair play

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Il testo del DDL di riforma della scuola non subirà stravolgimenti, ma sarà ritoccato. Tra gli emendamenti anche uno che rivde il curriculum dello studente distinguendo gli insegnamenti obbligatori, opzionali e facoltativi.

Il testo del DDL di riforma della scuola non subirà stravolgimenti, ma sarà ritoccato. Tra gli emendamenti anche uno che rivde il curriculum dello studente distinguendo gli insegnamenti obbligatori, opzionali e facoltativi.

OK FINANZE: MA TETTO A SCHOOL BONUS E RISORSE A BORSE STUDIO

Prevedere che lo school bonus sia riconosciuto solo per le erogazioni liberali alle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie "senza scopo di lucro" e che venga posto un limite complessivo all'erogazione del credito d'imposta, destinando le risorse che avanzano all'erogazione di borse di studio sia per scuole statali che per le paritarie.

Questa una delle condizioni contenute nel parere, favorevole, sul ddl Scuola espresso oggi dalla commissione Finanze al Senato.

Sempre riguardo allo 'school bonus' la commissione Finanze chiede anche che sia eliminato dall'articolo 17 il riferimento agli "interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti" tra quelli per cui sia possibile fruire di un credito di imposta in caso di erogazioni liberali.

La seconda condizione contenuta nel parere della commissione Finanze chiede semplicemente di coordinare la disposizione (sulle detrazioni Irpef delle spese scolastiche, dalle scuole dell'infanzia in poi) con quanto disposto dall'articolo 15 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi).

DM MIUR PER TRATTAMENTO DATI CURRICULUM STUDENTE

Verrà riscritto interamente anche l'articolo 3 del ddl Scuola. Uno dei quattro emendamenti dei relatori Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap) depositati in commissione Istruzione al Senato, infatti, prevede proprio la riscrittura dell'articolo sul curriculum dello studente.

L'emendamento in particolare prevede che il curriculum (da predisporre negli ultimi tre anni della scuola superiore) sia costituito da "insegnamenti obbligatori e da insegnamenti opzionali, a scelta dello studente, oltre che da insegnamenti facoltativi".

Inoltre si rimanda a un dm del Miur, da adottare entro 180 giorni dall'entrata in vigore del ddl Scuola, per disciplinare "le modalità di individuazione del profilo dello studente da associare ad un'identità digitale, le modalità di trattamento dei dati personali contenuti nel curriculum dello studente da parte di ciascuna istituzione scolastica, le modalità di trasmissione al Miur della ricerca dei suddetti dati ai fini di renderli accessibili nel portale unico, nonché i criteri e le modalità per la mappatura del curriculum dello studente ai fini della trasparente lettura della progettazione e della valutazione per competenze".

 'POSSIBILE' APRIRE POMERIGGIO. LEZIONI SUL FAIR PLAY

L'apertura pomeridiana delle scuole, con la riduzione del numero di alunni e studenti per classe, diventa una possibilità lasciata a ogni istituto scolastico e non più un "obiettivo prioritario" da inserire dell'offerta formativa.

L'emendamento dei relatori al ddl Scuola, Francesca Puglisi (Pd) e Franco Conte (Ap), che riscrive interamente l'articolo 2 del provvedimento, inserisce infatti la norma in un comma a parte in cui si sancisce che "le istituzioni scolastiche possono prevedere l'apertura pomeridiana delle scuole, la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o l'articolazione delle classi in gruppi, anche con potenziamento del tempo-scuola e rimodulazione del monte orario".

Lo stesso emendamento inserisce invece tra gli obiettivi prioritari da perseguire con il piano triennale di offerta formativa, il "potenziamento dell'educazione motoria e promozione di comportamenti ispirati al rispetto delle regole e alla lealtà sportiva, a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica".

Dalle priorità sparisce invece l'"alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini", attulamente presente nel testo uscito dalla Camera e che sarà reinserito in una riformulazione non ancora resa nota.

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