Riforma, Renzi: gli scatti di merito sono giusti. In settimana i Decreti

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L'intervento di Matteo Renzi alla presentazione della riforma della scuola: “La Scuola che cambia, cambia l'Italia”. Il testo integrale. Commenti . Cisl: presa in giro – Anief. Merito? Prima si adegui lo stipendio – Centemero (FI): piano del Governo solo stabilizzazione precari

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Ho ricevuto un sacco di critiche perché non ho fatto di corsa un decreto, presentando linee guide e arrivare al decreto e alla legge delega.

Perché, oggi, siamo qui e  non altrove, per parlare di scuola? Perché è fondamentale cambiarla, perché rimetteremo la macchina economica del paese.

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Se tu vuoi mettere i moto in paese o fai una riflessione sul capitale umano o non vai da nessuna parte. La riforma della scuola non è come gli insegnanti vengono assunti.

Quello di cui stiamo discutendo qui è che Italia vogliamo per i prossimi 30 anni. La responsabilità che avverto è di far ripartire l'Italia dalla scuola.

Le classi pollaio sono inaccettabili, sono un'idea del carico di lavoro dell'insegnante, ma prima dobbiamo avere consapevolezza, che quando parliamo di scuola parliamo di Italia. Abbiamo bisogno di uomini e donne che tornino a mettersi in gioco.

Abbiamo dato agli insegnanti la possibilità di parlare, evitando lo scontro con i sindacati e i docenti. L'idea che stiamo facendo la riforma passando dalle vostre teste è quanto di più sbagliato, migliaia di assemblee e insulti sono serviti a dire chi ha idee le tiri fuori, chi viene qui per fare pagliacciate e farsi vedere in tv ha sbagliato.

Veniamo nel merito. La riforma della scuola non basta è l'inizio del percorso, dobbiamo fare la riforma della RAI come motore identitario del paese, noi non siamo in condizione di fare investimenti educativi.

L'italia del 2030 non sarà un'italia che competerà al ribasso delle produzioni manifatturiere con paesi che hanno costi più bassi, l'italia dovrà essere capace di fare meglio quello che non fa nessuno. Bisogna fare anche la riforma dell'Università.

La buona scuola c'è già in italia, è fatta da una qualità di educatori, prima che insegnanti, nonostante i docenti siano pagati poco, nonostante sia venuto meno il valore sociale dell'insegnante. Noi abbiamo permesso, rispetto al passato, che la figura dell'insegnante abbia perso valore sociale.

Credo che ragazzi del nord e del sud abbiano lo stesso diritto di stare in una scuola sicura, purtroppo a oggi ci sono delle disparità enormi tra settentrione e meridione

Multimedialità, oggi abbiamo telefonini in grado di fare tutto, la strumentazione digitale non può essere il paravento dietro il quale si nasconde la vera questione: stiamo cambiando.

Ai miei tempi per fare una ricerca ci si metteva d'accordo tra compagni di classe e si andava a casa di quello che aveva l'enciclopedia migliore, oggi su google si trova di tutto. La cosa importante sono i contenuti, non tanto gli strumenti, perché purtroppo con internet si fanno anche tanti danni.

Questo provvedimento comprende tantissimi temi, non si può realizzare un cambiamento così in 2 giorni, non stiamo riformando la scuola, la stiamo riportando al centro della città.

Cosa ci mettiamo dentro? Il merito. Io credo che gli scatti di merito siano giusti, le critiche fatte a questo punto sono le più forti e quindi vanno discusse. Però, credo ci voglia qualcuno che valuta gli insegnanti e sia a sua volta valutato. Credo sia giusto valutare gli insegnanti e se c'è qualcuno che valuta sia anche valutato, nessuno è slegato dall'altro, come per i presidi.

Ci vuole un metodo di valutazione trasparente e in quest'ambito le voci dei critici non devono essere teoriche o espressione di questo o quell'altro sindacato.

Uno dei tanti temi che mi stanno a cuore è quello della dispersione scolastica. I nostri ragazzi escono preparati dalla scuola italiana, altrimenti non si spiegherebbe perché continuano a eccellere in tutto il mondo, in questo c'è una grossa contraddizione. Però, la nostra scuola continua a perdere tanti ragazzi che potrebbe invece mantenere, ragazzi che potrebbero contribuire attivamente allo sviluppo del nostro paese.

Tempi tecnici di realizzazione, in settimana doppio atto normativo, continuate a seguirci, a criticarci, però partite dal presupposto che si fa sul serio.

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