Riforma. Renzi pone fiducia. Minoranza PD “non ci hanno invitati alla riunione”. Fassina “errore politico e democratico”

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Dure le parole dei Senatori della minoranza del Partito Democratico sulla volontà di Renzi di porre la fiducia sulla riforma della scuola. A parlare Walter Tocci e Corradino Mineo che comunicano di non essere stati invitati questa mattina alla riunione a Palazzo Chigi.

Dure le parole dei Senatori della minoranza del Partito Democratico sulla volontà di Renzi di porre la fiducia sulla riforma della scuola. A parlare Walter Tocci e Corradino Mineo che comunicano di non essere stati invitati questa mattina alla riunione a Palazzo Chigi.

Ricordiamo che questa mattina si è svolta una riunione presso Palazzo Chigi alla quale sono stati invitati alcuni Ministri e Sottosegretari, nonché i Senatori del PD. Dopo la riunione è stata comunicata la volontà di elaborare un maxiemendamento che ritocchi la riforma e nell'eventualità di una mancanza di convergenza con minoranza e opposizione di porre la fiducia.

"La decisione di porre la fiducia blocca il confronto con il Parlamento e con il mondo della scuola. E' una scelta incomprensibile. Tutti avevamo salutato con favore la consultazione di luglio con gli insegnanti i presidi, gli studenti, le famiglie i sindacati proposta dal Presidente Renzi. Perché non mantiene l'impegno?". Lo scrivono i senatori della minoranza Pd Walter Tocci e Corradino Mineo che parlano anche della riunione che si è tenuta stamane a Palazzo Chigi con i parlamentari che si occupano di scuola: "Non siamo stati invitati. Nelle riunioni precedenti avevamo portato contributi a volte critici ma sempre propositivi. E' uno sgarbo che dispiace e stupisce". Quanto a Renzi, "non è rassicurante che prima prometta il dialogo con i movimenti e poi imponga il voto di fiducia in Parlamento. Se fosse confermata l'intenzione, sarebbe difficile riscrivere il disegno di legge, come sarebbe necessario. Si rischierebbe un passo indietro nella qualità della scuola". Per questo concludono i due senatori, "vogliamo sperare che ci sia ancora la possibilità di un confronto. Stavolta chiediamo al Presidente del Consiglio di non cambiare idea, mantenga l'impegno a dialogare con la scuola".

"Sulla scuola, "contrordine compagni". Così, il Presidente del Consiglio ha esordito con i vertici dei gruppi parlamentari del Pd riuniti oggi a Palazzo Chigi. Retromarcia – negativa – sull'impegno a svolgere una conferenza nazionale sulla scuola. Retromarcia – positiva- sull'inaccettabile slittamento delle assunzioni annunciato nei giorni scorsi, dopo il fallimento del tentativo di scaricarsene delle responsabilità. Ma avanti con il voto di fiducia in Senato sul testo del disegno di legge approvato dalla Camera abbellito con qualche aggiustamento cosmetico per dire a reti unificate che il governo ha ascoltato". Lo dichiara Stefano Fassina, deputato Pd. "È un grave errore politico e democratico approvare un un testo senza la condivisione della quasi totalità del mondo della scuola. Nessun intervento può funzionare senza il coinvolgimento attivo è convinto dei protagonisti. Ma la partita non finirà con i voti di fiducia. Si attiveranno tutti gli strumenti per correggere una "riforma" sbagliata. Il mondo della scuola non si rassegna", conclude.

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