Riforma. Renzi apre modifiche: no preside-sceriffo, si valutazione docenti. M5S, non ci sono aperture, non abbassare la guardia

di redazione
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Oggi la notizia di una possibile apertura da parte del Governo a sostanziali modifiche al DDL di riforma della scuola in discussione alla Camera.

Oggi la notizia di una possibile apertura da parte del Governo a sostanziali modifiche al DDL di riforma della scuola in discussione alla Camera.

Oggi sia Renzi che Faraone hanno rilasciato dichiarazioni che aprono a possibili modifiche alla riforma della scuola, anche se il Premier ha voluto specificare che non cisaranno decreti d'urgenza per le assunzioni.

Sul dirigente ha specificato che "non sarà certo uno sceriffo, ma non può neanche essere un passacarte di circolari ministeriali. Sul testo, siamo aperti. Abbiamo già stralciato la riorganizzazione degli organi collegiali e anzi daremo più ruolo al consiglio di istituto".

"Siamo pronti a discutere – ha continuato – nel merito di come valutare i professori (non è possibile che si chieda ai ragazzi di fare del proprio meglio e contemporaneamente si abbia paura del merito: la stagione del 6 politico è finita, voglio sperare)".

Il Movimento 5 stelle ha commentato le parole di oggi “Renzi e Faraone sul Ddl Istruzione millantano un’apertura da parte di governo e maggioranza che, nella realtà, non riscontriamo. Quello che continuiamo a vedere in commissione Cultura è un provvedimento nel quale, al di là di singoli ritocchi, restano invariati lo scheletro e i puntisalienti. In queste ore il presidente del Consiglio e il sottosegretario al Miur stanno utilizzando toni concilianti solo per cercare di sgonfiare la protesta che sta montando sempre più e in vista della manifestazione del 5 maggio”.

Lo affermano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura.

“Invitiamo il mondo della scuola a non lasciarsi abbindolare e a nonabbassare l’attenzione e i toni,  come chiedono Renzi e Faraone: costoro non hanno alcuna intenzione di cambiare rotta e procederanno senza esitazioni, come appena dimostrato anche con la legge Elettorale.

A conferma della capacità di Renzi di perpetrare la menzogna, oggi afferma che il suo è il governo che ha stanziato maggiori fondi sull’edilizia scolastica. Lo diciamo fin dal primo giorno e lo ribadiamo: quelli utilizzati da Renzi sono finanziamenti, insufficienti rispetto ai bisogni reali, sbloccati dal governo precedente. Il presidente del Consiglio si è semplicemente appropriato del lavoro svolto da altri”.

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