Riforma reclutamento, slitta ancora il voto in commissione al Senato. Le ultime novità

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Niente taglio alla carta del docente, formazione incentivata rinviata alla contrattazione e quesiti a risposta aperta al concorso sin da subito. Sono alcuni dei temi che sarebbero confluiti nella bozza di emendamento condiviso dalle forze di maggioranza in merito al decreto 36, che si appresta ad essere votato in Commissione, prima di approdare in aula in Senato.

Votazione che continua ad essere rimandata a causa dei continui incontri fra le forze politiche e il governo. Diversamente da quanto prospettato in precedenza, in serata è prevista la votazione degli emendamenti.  L’obiettivo è chiudere entro la giornata di domani, 17 aprile, in modo da portare il testo in Aula ad inizio settimana, lunedì 20 o martedì 21 giugno.

In base a quanto raccolto, le tematiche finite sul testo del relatore Cangini, frutto dell’accordo di maggioranza, sarebbero ad ampio spettro e andrebbe a fare una sintesi delle proposte presentate in precedenza dalle singole forze politiche.

L’aspetto più certo, come abbiamo scritto in precedenza, è il salvataggio della carta del docente, che il decreto approvato dal Governo ne prevedeva dei tagli. Su questo pare che la soluzione si sia trovata e dunque il bonus per la formazione dovrebbe restare intatto.

Una delle possibili modifiche importanti previste dal testo prodotto dalle forze politiche sarebbe quella che riguarda l’accesso al percorso formativo a partire dalla laurea magistrale e non dalla triennale, come prevede attualmente il Governo. Dunque l’accesso alla formazione iniziale, con i 60 CFU, inizierebbe soltanto alla laurea magistrale.

Sui 24 cfu potrebbe esserci una soluzione in quanto i partiti hanno fatto notare che a prescindere da qualsiasi valutazione, sarebbero migliaia gli insegnanti o aspiranti tali, che negli ultimi anni hanno conseguito i crediti formativi descritti dal decreto 59/2017 e dunque farlo sparire da un momento all’altro potrebbe essere penalizzante per questi docenti.

Un altro punto su cui le forze politiche hanno posto l’attenzione è l’addio dei quiz nei concorsi e il passaggio alle risposte aperte da subito. Infatti, il disegno ideato da Patrizio Bianchi, prevede attualmente le risposte chiuse, a crocette, fino al 2024 e dall’anno successivo il “ritorno al passato” con le domande a risposta aperta.

Tra i punti finiti sul testo di emendamento unico dei partiti non poteva mancare la questione formazione incentivata, uno dei più contestati dell’intero impianto licenziato dal Governo.

Secondo la nuova proposta, si chiede che la materia sia rinviata del tutto alla contrattazione con le organizzazioni sindacali e, in aggiunta, si chiede di anticipare gli scatti destinati ai docenti.

In base a quanto risulta ad Orizzonte Scuola, dovrebbe essere data la possibilità di accedere al percorso di abilitazione e di successiva partecipazione al concorso ai docenti delle scuole paritarie e dell’IEPF, che dunque, potenzialmente, andrebbe ad aumentare la platea degli interessati.

Infine, si aprirebbe, secondo il testo di emendamento, la strada per garantire la graduatoria di merito agli idonei del concorso docenti per la scuola secondaria (risultato già ottenuto per infanzia e primaria nel decreto taglia prezzi).

Salva Carta docente, percorsi abilitanti per i precari e addio alle crocette per i concorsi a cattedra. In arrivo emendamento

TESTO DECRETO [PDF]

TUTTI GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI PARTITI [PDF]

DOSSIER [PDF]

RELAZIONE TECNICA [PDF]

Riforma reclutamento docenti, Bianchi: “Non ci saranno sanatorie”

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