Riforma reclutamento, si dimette il consigliere di Bianchi: scontro su formazione e carriera dei docenti

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La riforma del reclutamento, attualmente in Senato, è al vaglio delle possibili modifiche che sperando di ottenere i parlamentari. I sindacati hanno appena concluso lo sciopero contro la stessa riforma. Ma per Bianchi le grane non sono finite: si è dimesso il suo consigliere giuridico.

Mario Ricciardi, infatti, il consulente per i rapporti con i sindacati e per la gestione del contratto, se ne è andato proprio perchè non riconosceva la riforma presentata dal Ministro dell’Istruzione in Consiglio dei Ministri e licenziata dall’intero esecutivo.

Ricciardi, si legge sul Corriere della Sera, già presidente dell’Aran, a lungo collaboratore del Miur oltre che professore di relazioni industriali a Bologna, ha lasciato il suo incarico di braccio destro (a titolo gratuito) del ministro proprio il giorno dopo il consiglio dei ministri che ha licenziato la bozza di riforma.

Il lavoro, gestito dal capo di gabinetto di Bianchi Luigi Fiorentino e approvato dalla task force di Palazzo Chigi guidata da Giavazzi e Leonardi, non corrispondeva infatti all’atto di indirizzo che aveva presentato lui stesso a inizio anno ai sindacati.

Il motivo dello scontro, ha spiegato Ricciardi, è che la formazione e la carriera sono materie che in parte vanno regolate per legge e in parte rientrano nella materia contrattuale.

E le regole presentate dal decreto – che ha avuto già diverse versioni prima di vedere la luce – non sono quelle su cui si era lavorato nei mesi scorsi. Bianchi ha difeso il lavoro del suo capo di gabinetto.

TESTO DECRETO [PDF]

TUTTI GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI PARTITI [PDF]

DOSSIER [PDF]

RELAZIONE TECNICA [PDF]

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