Riforma reclutamento, Pittoni (Lega): “Un successo lo spirito di squadra. Ma non è chiusa la questione fase transitoria per i precari storici”

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Un successo è stato indubbiamente lo spirito di squadra pazientemente costruito in questi mesi con autentiche “prove generali” nella fase emendativa degli ultimi decreti, che hanno consentito di incassare risultati inaspettati. La compattezza nel portare avanti almeno le battaglie condivise – consolidatasi in quest’occasione – ha permesso al Parlamento di riappropriarsi almeno in parte della funzione legislativa, facendo affermare al relatore del provvedimento Cangini che si va ad approvare “norme in materia di scuola più avanzate rispetto a quelle disposte dal Governo”.

Lo ha detto Mario Pittoni, responsabile Dipartimento Istruzione Lega e Vicepresidente Commissione Cultura Senato, nel corso del suo intervento al Senato durante l’approvazione del decreto 36.

Grazie alla straordinaria compattezza della maggioranza e alla fermezza dei presidenti delle commissioni Istruzione e Affari costituzionali, abbiamo ottenuto che le risorse della Carta docente non verranno toccate. La formazione degli insegnanti verrà finanziata con un fondo ad hoc fino al 2024 e il Governo si è impegnato a trovare risorse aggiuntive sin dalla prossima legge di Bilancio”. Certo la denatalità è un fatto. Come è un fatto, però, anche che l’Italia spende per l’istruzione meno dei partner europei. L’abbiamo segnalato con forza, ottenendo che i risparmi dovuti alla riduzione del numero degli studenti rimangano nel comparto scuola“.

“Luci ed ombre permangono ovviamente sul fronte ordinamentale, dove la condivisione è meno agevole, spiega il senatore: “c’è apertura (anche se bisognerà vigilare sui criteri applicativi) sui percorsi formativi abilitanti all’insegnamento, ai quali sono interessati oltre a chi insegna nella scuola statale (seconda fascia GPS), nelle paritarie (dove la carenza di docenti abilitati si fa sentire particolarmente) e nei centri IeFP, i docenti di ruolo cosiddetti “ingabbiati” cui è stata finora sottratta la possibilità di conseguire l’abilitazione all’insegnamento per una classe di concorso diversa e/o per un diverso grado di istruzione pur possedendo il titolo di studio idoneo (il conseguimento dell’abilitazione è condizione imprescindibile per partecipare alla mobilità professionale prevista dal CCNL di categoria). E non vanno dimenticati i dottori di ricerca, cui va riconosciuto il valore esperienziale del loro percorso, ribadendo parallelamente l’importanza di frequentare e superare uno specifico percorso formativo dedicato all’insegnamento nella scuola secondaria”.

Non può considerarsi chiusa la questione della fase transitoria per il superamento del precariato storico. Anzi, c’è contraddizione tra la richiesta europea di maggiore attenzione nella selezione degli insegnanti e le pressioni “interne”, con l’imposizione di una tempistica fuori dalla realtà, per liquidare il problema riesumando preselezione (in pratica un concorso per accedere a un altro concorso) e test a crocette, sicuramente veloci ed “economici” ma assolutamente non in grado di valutare attitudine, capacità, maturità e conoscenza della lingua italiana dei docenti; il tutto solo per rispettare l’impegno di assumere 70mila nuovi insegnanti entro il 2024“, prosegue Pittoni.

Le assunzioni, continua il responsabile scuola della Lega, se c’è la volontà politica, pur con tutte le attenzioni non sono mai state un problema di tempi. Il dubbio è che l’utilizzo di meccanismi come preselezione e selezione a crocette, peraltro già esclusa dai futuri concorsi, abbiano in realtà l’obiettivo non di agevolare ma, al contrario, di tagliare fuori il precariato storico, che pure nell’ultimo decennio si è fatto carico di puntellare il sistema. Gli attuali concorsi a crocette hanno infatti dimezzato, quando non addirittura ridotto a un terzo, la percentuale di docenti che solitamente superano la prova e non certo per carenza di qualità dei concorrenti. Ci batteremo quindi per l’estensione dei tempi della fase transitoria così da togliere ogni giustificazione all’impiego di tali strumenti“.

“Tornando alle cose positive, abbiamo ottenuto l’accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno (anche senza abilitazione) per chi ha tre annualità di esperienza specifica (ricordo che oltre un terzo dei docenti di sostegno non è specializzato). C’è il ripristino nei concorsi delle graduatorie di merito degli idonei per coprire i posti che successivamente si rendono vacanti e disponibili”, aggiunge.

Pittoni poi sottolinea: “Ci tenevamo particolarmente, insieme alla restituzione dell’assegnazione provvisoria interprovinciale (importante soprattutto per le mamme con bambini piccoli), questione che su altri tavoli sembra finalmente avviarsi a soluzione“.

Infine, conclude Mario Pittoni: “C’è l’esonero dei collaboratori del dirigente scolastico per le scuole in reggenza. C’è infine il concorso straordinario per i precari di religione cattolica con almeno 36 mesi di servizio nelle scuole statali. Le graduatorie a seguito della procedura straordinaria saranno utilizzate ogni anno fino al loro totale esaurimento. I termini di presentazione delle domande, le modalità di svolgimento della prova orale didattico-metodologica, di valutazione della stessa e dei titoli ai fini della predisposizione delle graduatorie saranno stabiliti dal ministero dell’Istruzione“.

Riforma reclutamento, via libera dal Senato, passa alla Camera: TESTO maxi emendamento e NOTA Ragioneria dello Stato [PDF]

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