Riforma reclutamento, Pacifico (Anief): “Ignora precari e Ata, toglie soldi a chi è di ruolo, siamo pronti a fermarci ancora”

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“La riforma del reclutamento è sbagliata e deve cambiare: allunga i tempi per diventare insegnanti, con cinque procedure per fare il docente a scuola, mentre ai professori universitari ne bastano due”

A dichiararlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante il suo intervento pubblico in viale Trastevere, davanti al ministero dell’Istruzione, nella giornata di sciopero della scuola per chiedere di cambiare il Decreto Legge n. 36 su reclutamento, formazione e valutazione approvato dal Consiglio dei Ministri.

“Inoltre, i soldi non andranno a chi lavora in aula, che viene invece punito, ma a chi si formerà fuori le classi. Nei fatti, per dare circa 2-3mila euro lordi ad un docente su tre, si tolgono i fondi per l’aggiornamento di tutti gli altri. Non si considera minimamente il personale Ata e si va addirittura ad incentivare chi non partecipa alla mobilità, andando a ledere il diritto alla famiglia”.

“In questo decreto – ha detto Pacifico – i precari non sono considerati, perché si mettono in ruolo 30mila docenti l’anno, a fronte di 200mila posti vacanti. Come non ci sono canali riservati per entrare in ruolo. Siamo d’accordo con la specializzazione di chi non è abilitato, ma non possiamo accettare che chi insegna da tanti anni venga lasciato fuori, se non ignorato. Ancora di più perché l’Europa ci chiede soluzioni sulla loro stabilizzazione, soprattutto dopo le denunce dell’Anief anche alla Corte di giustizia europea”.

Il leader dell’Anief ha detto che “oggi è l’inizio della battaglia, perché la protesta non si fermerà fino a quando il decreto non cambierà consistenza. Siamo pronti a partecipare ad eventuali altri scioperi in arrivo”, ha concluso il presidente del giovane sindacato.

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