Concorso a cattedra, VII commissione richiede modifiche su requisiti. Corsi specializzazione solo per vincitori o partecipanti concorso

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Il decreto legislativo sul nuovo sistema di reclutamento e formazione dei docenti della scuola secondaria sta ormai per terminare il suo iter parlamentare, che deve concludersi entro il 17 marzo.

La VII Commissione Cultura della Camera ha già espresso parere positivo sul decreto (la bozza del parere è stata già pubblicata) legato ad alcune condizioni.

Diverse le novità, qualora accolte dal Governo, introdotte dal parere della Commissione. Sottolineiamo che si tratta di una bozza di parere, che dovrebbe essere confermata in toto.

Posti concorso

Il concorso deve essere bandito sui posti che si prevede siano disponibili nel terzo e quarto anno scolastico successivi a quello in cui il concorso è bandito (e non nel secondo e terzo come previsto attualmente).

Formazione docenti

La formazione in serivizo dei docenti, è finalizzata – art. 4 comma 3 – ad integrare la loro preparazione per poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità (secondo le norme vigenti, ossia il passaggio di ruolo/cattedra). Tale formazione, leggiamo nella bozza di parere, deve essere finalizzata anche alla possibilità di di modificare la tipologia di posto, in particolare da quello di sostegno a comune e viceversa.

Requisiti d’accesso al concorso

La VII Commissione chiede che vengano aboliti, tra i requisiti, l’attestazione delle competenze linguistiche e informatiche, in quanto queste ultime fanno già parte degli obiettivi formativi di tutti i corsi di laurea e laurea magistrale.

Prova orale

Nella bozza di parere si chiede che la prova orale valuti le conoscenze e le competenze del candidato, in particolare nelle discipline che eventualmente il candidato non ha scelto nell’ambito della prima prova scritta; inoltre, la conoscenza relativa ad una lingua straniera europea, già prevista nel decreto, deve essere almeno di livello B2 del Quadro comune europeo.

Docenti sostegno

Nella bozza di parere si chiede di incrementare, per i docenti di sostegno, da 30 a 40  i CFU/CFA da conseguire nel biennio successivo al corso di specializzazione in ambiti formativi collegati alla pedagogia speciale e alla didattica dell’inclusione. Si chiede inoltre di specificare il fatto che il docente di sostegno, nel secondo di contratto, deve sì svolgere supplenze che non interferiscano, tuttavia, con l’attività formativa.

Valutazione finale

Riguardo alla valutazione finale complessiva del percorso FIT (nel parere si propone di modificare il nome “percorso triennale di formazione iniziale e tirocinio” con “percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione di docente ( FIT)”, ai fini dell’accesso al ruolo, si chiede di esplicitarne  criteri e modalità, prevedendo che essi siano ispirati anche a quelli previsti dal DM 850/2015 per la valutazione del personale docente ed educativo in periodo di formazione di prova.

Si chiede, inoltre, qualora il contrattista sia valutato positivamente, che il terzo anno gli permetta di assolvere agli obblighi previsti dall’art. 438 del D.lvo 297/94, ossia lo svolgimento dei 180 g, e dal comma 116 della legge 107/2015, ossia lo svolgimento dei 120 gg di attività didattica.

Diploma di specializzazione

Si chiede di eliminare la previsione secondo cui i docenti che non hanno vinto o partecipato al concorso possano iscriversi ai corsi per il conseguimento del diploma di specializzazione.

Assunzioni abilitati II fascia, andranno in una graduatoria regionale: valgono titoli, servizio e prova orale, rimane tirocinio. Non abilitati con 36 mesi servizio concorso speciale


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bozza parere

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