Riforma reclutamento, via libera dal Senato, passa alla Camera: TESTO decreto e NOTA Ragioneria dello Stato [PDF]

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È arrivato in Aula, al Senato, il via libera della Commissione bilancio al maxi-emendamento sostitutivo del ddl per l’attuazione del Pnrr presentato dal governo. Con 179 voti favorevoli, 22 contrari e nessuna astensione, l’Assemblea, nella seduta del 22 giugno, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando l’emendamento interamente sostitutivo del ddl di conversione del d-l n. 36, recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del PNRR (A.S. 2598). Il provvedimento passa all’esame della Camera.

TESTO

NOTA RAGIONERIA

DOSSIER

Dopo il parere “non ostativo” della quinta Commissione, con alcune modifiche che sono state approvate dal governo, relative all’ambito scolastico, l’Aula ha dato il via al voto di fiducia posto dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

Secondo fonti parlamentari, il testo del decreto ha subito delle ulteriori modifiche durante le dichiarazioni di voto dei senatori.

Fra le ultime modifiche proposte dal governo quello relativo alla formazione obbligatoria e all’incremento stipendiale una tantum per i docenti di ruolo. Per quanto concerne la formazione, questa sarà obbligatoria per gli immessi in ruolo, ma per gli altri docenti in servizio sarà volontaria. Questi docenti quali verranno incentivati con incrementi stipendiali una tantum, secondo modalità stabilite.

Il dibattito al Senato

Conferma che arriva subito anche da Mattia Crucioli, di Alternativa: “Tutti i partiti hanno cercato di evitare il taglio della scuola. Tutta la maggioranza era d’accordo, ma l’accordo è stato spazzato via. Saranno tagliate 10.000 cattedre in 3 anni”.

Dura anche l’opposizione. Antonio Iannone (Fratelli d’Italia) spiega: “C’è una deficienza nel rapporto col governo. Al senatore Nencini la mia stima umana e sincera, ma sembra di ascoltare dei turisti svedesi in parlamento che criticano il governo e tra due ore voteranno la fiducia”.

Critiche anche dal presidente della VII Commissione Cultura, Riccardo Nencini: “Il risultato è apprezzabile, non totalmente positivo. Non viene toccata la carta docenti, c’è la valutazione di merito, non c’è più il concorso per quiz ma con domande aperte. Potevamo fare di più e fare meglio. Con questo provvedimento la tecnocrazia ha raggiunto punte mai raggiunte. I tecnicismi rendono il parlamento vassallo”.

Si scaglia contro la Ragioneria dello Stato anche il Partito Democratico. Così Simona Malpezzi, capogruppo dem a Palazzo Madama: “Non siamo riusciti a fare tutto. La ragioneria di stato ci ha bocciato. I risparmi della scuola per la denatalità devono tornare alla scuola. Questa maggioranza chiedeva una prova specifica per accertare le capacità dei docenti con già dell’esperienza. Non ci sono più i quiz ai concorsi per docenti. Abbiamo mantenuto la carta del docente. La retribuzione degli insegnanti è fondamentale, torneremo ad occuparcene”.

Così la senatrice di Leu, Loredana De Petris: “La qualità degli insegnanti non può essere giudicata con dei quiz. Siamo l’unico paese europeo col bilancio in Costituzione, è diventato una corda al collo. Il parlamento spesso non è nelle condizioni di far rispettare le proprie decisioni e il proprio lavoro”.

Così il senatore della Lega, Mario Pittoni: “Un successo è stato senza dubbio lo spirito di squadra. La compattezza mostrata dalla maggioranza ha permesso di non toccare risorse per la carta del docente. Resta comunque la spesa per l’istruzione in Italia la più bassa in Europa. Non può considerarsi chiusa la questione della fase transitoria per i precari. I concorsi a crocette hanno dimezzato i candidati impegnati”.

Michela Montevecchi, del Movimento Cinque Stelle, dice: “La commissione Istruzione ha dato una grande lezione a tutti. Ci sono state procedure inedite, che hanno costretto questa commissione a dover fare i conti con una controparte tecnica che non sempre ha avuto la capacità di relazionarsi con la controparte politica. Talvolta siamo stati trattati come scolaretti.

Riforma reclutamento, dal percorso di abilitazione alla formazione incentivata docenti [DOSSIER]

Reclutamento dei docenti

Cambia il modo di formare in ingresso e selezionare i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Viene istituito un percorso abilitante di 60 CFU gestito dalle Università e attivato sulla base del fabbisogno di cattedre, con prova finale comprendente una prova scritta e una lezione simulata.

A regime, si tratterà dell’unico modo consentito agli aspiranti di conseguire l’abilitazione.

I 24 CFU, già acquisiti da numerosi aspiranti inseriti nelle GPS, non andranno perdutiE’ questa una delle novità del testo

Data ultima per acquisire i 24 CFU è il 31 ottobre 2022.

L’abilitazione permetterà di accedere ai concorsi a cattedra per i quali sono state riformulate le prove selettive. Addio ai test a crocette e ritorno alle domande aperte. Approfondisci

Quindi il percorso per diventare insegnante diventa laurea magistrale (triennale per ITP) + percorso abilitazione di 60 CFU + concorso + anno di prova in servizio con test finale e valutazione conclusiva.

Docenti già in possesso di un’abilitazione o specializzazione sostegno: come conseguono altra abilitazione. NOVITA’ 

Fase transitoria

Sarà data possibilità fino al 31 dicembre 2024 ai candidati dei concorsi a cattedra di possedere 30 CFU o 24 (questi ultimi acquisiti entro il 31 ottobre 2022) e di conseguire i restanti dopo aver superato il concorso a cattedra. Una fase di passaggio prima dell’entrata a regime del nuovo sistema che entrerà in vigore tra il 2025 e il 2026. Approfondisci

Docenti con tre anni di servizio

I docenti con tre anni scolastici di servizio anche non continuativi, svolti entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso, nei cinque anni precedenti nelle scuole statali valutati ai sensi dell’articolo 11/14 della legge n. 124/99 (naturalmente con il titolo di studio di accesso alla classe di concorso) partecipano al concorso. Il percorso successivo dipenderà, come per gli altri colleghi, dal possesso o meno dell’abilitazione o dei 30 CFU o dei 24 CFU.

Come si svolgeranno i concorsi

Annuali, con prova scritta a risposta aperta. Graduatoria per abilitati e non abilitati Leggi tutto

Formazione retribuita

Il PNRR istituisce, inoltre,  un sistema di formazione per i docenti in servizio parallela a quella prevista dalla riforma Renzi e che include anche la possibilità di premiare i docenti. La partecipazione sarà volontaria e quanti supereranno con successo un percorso triennale potranno ricevere un premio in denaro.

A tal fine sarà istituita una Scuola di alta formazione con il fine di dare le linee guida all’attivazione dei corsi premiali per i docenti. Per finanziare la scuola era inizialmente previsto il taglio della Carte del docente, che nella riformulazione del testo è stata scongiurata, almeno fino al 2024.

I premi ai docenti saranno assegnati dal comitato di valutazione delle scuole e sulla base delle risorse annuali a disposizione.

Altre misure

Il testo del maxiemendamento, inoltre, prevede i seguenti provvedimenti:

  • esoneri per i collaboratori dei dirigenti scolastici per le scuole in reggenza  Leggi tutto
  • scorrimento delle graduatorie degli idonei dei concorsi docenti della secondaria Leggi tutto
  • stop a taglio della carta docente, ma fino fino al 2024,
  • concorso riservato agli insegnanti di religione precari Leggi tutto
  • procedura straordinaria per l’assunzione di insegnanti di sostegno
  • titoli di accesso A26 Matematica e A28 Matematica e Scienze saranno integrati entro il 31 luglio Leggi tutto
  • Docenti abilitati e con tre anni di servizio su sostegno accedono direttamente al TFA sostegno Leggi tutto

Ricordiamo che l’approvazione definitiva  per la conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, recante “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” dovrà avvenire entro il prossimo 29 giugno per evitare che decada.

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