Bianchi, “Ogni anno 30 mila nuovi insegnanti”. Riforma reclutamento: dall’università al ruolo. Ecco come funzionerà

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Luigi Fiorentino, capo di Gabinetto del ministero dell’Istruzione, presenta il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la scuola a Expo 2020 Dubai in occasione di “Scuola e Italia Domani”. “Entro il 2022 le sei riforme saranno realizzate”, annuncia Fiorentino. Tra le riforme quella del reclutamento dei docenti.

“Occorre investire sulle persone, ridare un ruolo centrale ai docenti. Occorre dare continuità tra la formazione universitaria, il concorso, l’abilitazione e la formazione in servizio”, spiega Fiorentino.

Ecco quindi il nuovo meccanismo di reclutamento “che valorizzi anche la formazione universitaria”.

Per fare ciò il sistema universitario deve attrezzarsi e “deve fornire quelle competenze per far sì che le persone che escono dall’università sappiano insegnare in una determinata disciplina”. Queste persone “partecipano poi ai concorsi, svolgono un anno di formazione on the job, insegnando contestualmente. Alla fine del percorso, sostengono un esame e diventano docenti di ruolo. Ci sarà poi la formazione in servizio”.

Col nuovo modello di reclutamento, “si recluteranno entro il 2026 72 mila docenti”, conclude Fiorentino. Questo, almeno, l’obiettivo della riforma.

“Quest’anno abbiamo assunto 60 mila insegnanti, ci sarà un bando per altri 40 mila docenti”, interviene poi il ministro Patrizio Bianchi. “Anche se calano gli allievi, ogni anno ci saranno 30 mila nuovi insegnanti. Vogliamo una scuola che anticipa, non che insegue”, aggiunge il ministro.

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