Riforma reclutamento e rinnovo contratto, settimana decisiva. Pacifico (Anief): “Subito i 3000 euro di arretrati e i 107 di aumenti. Assumere da GPS” INTERVISTA

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Prossima settimana sarà decisiva per 1,5 milioni di lavoratori della scuola. Mentre in Senato si votano gli emendamenti al decreto legge 36, il dl contenente la riforma del reclutamento dei docenti e le novità sulla loro formazione, in Aran si riprende la discussione del rinnovo contrattuale. Sempre prossima settimana i Sindacati incontreranno il Ministro Patrizio Bianchi, per ora si tratta di una “pre convocazione su tutte le questioni aperte”. A Orizzonte Scuola Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Quali sono i punti del decreto 36 che vanno assolutamente rivisti?

Sicuramente la fase transitoria sulla gestione del precariato non risponde alle denunce che Anief ha portato avanti in Europa e le ha avute accolte, sia dal Comitato europeo dei diritti sociali, sia dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. L’Europa ci chiede di dare una procedura certa per l’assunzione dei precari, che l’Italia in passato garantiva attraverso l’assunzione dalle graduatorie permanenti e che da domani dovrà essere garantita attraverso l’assunzione in una prima fase dalle GPS, in una seconda fase, dopo l’anno di formazione, attraverso la conversione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Prima che vada a regime il nuovo sistema di formazione degli insegnanti, bisogna proseguire con l’assunzione da GPS, senza vincoli. Poi bisogna inserire chi è in seconda fascia nel nuovo sistema di formazione iniziale. Quando c’erano le SISS si era aperto un canale di abilitazione di un anno ai precari con 36 mesi di servizio, questi precari sono stati inseriti nelle graduatorie permanenti per entrare nei ruoli. Non si capisce perché a distanza di 20 anni non si possa fare la stessa cosa.

Che fine faranno i 24 CFU?

Il tema dei 24 CFU deve essere inglobato all’interno del nuovo sistema di riconoscimento dei crediti. Poi deve essere data una semplificazione alle procedure per entrare nei ruoli: dopo che si fa un accesso a numero programmato in entrata e un esame di abilitazione in uscita, è inutile proporre il concorso per valutare chi è stato abilitato all’insegnamento. Tanto vale rafforzare il tirocinio nell’anno di formazione, trasformarlo in anno di prova e confermare nei ruoli chi esce da questo percorso.

E per questo siete scesi in piazza il 30 maggio. Un segnale importante l’alta adesione allo sciopero. Come interpretare questi dati?

A fine maggio avere una percentuale così alta è un segnale forte. Avere questi numeri alti in un periodo in cui si fanno le interrogazioni finali e si va all’avvio del quadrimestre con gli scrutini finali è un dato molto importante da non sottovalutare, rispetto anche alla trattenuta dello stipendio del lavoratore, che non dovrebbe esserci perché è un suo diritto.

Carta del docente decurtata: questa almeno la previsione in base ai contenuti del decreto 36. Di contro un’importante ordinanza della Corte di Giustizia Europea di pochi giorni fa

Diversi emendamenti puntano a mantenerla e reperire altrove le risorse per portare avanti la formazione. Per noi questa formazione deve essere garantita a tutti anche al personale precario. Ce lo dice la Corte di giustizia europea. La recente sentenza ottenuta da Anief ribadisce che la formazione non può essere preclusa al personale precario e contestualmente noi ribadiamo che non può essere preclusa al personale ATA ed educativo. Tanto più se diventa uno strumento di selezione su chi dovrà avere questo assegno ad personam.

E’ poi fondamentale rispettare un’altra direttiva europea, la 70 del 99 e l’88 del 2003, che prevede che la formazione si faccia in orario di servizio e sia retribuita. Questo non è contemplato nell’atto di indirizzo nel rinnovo del contratto.

L’appello di Anief in vista dei prossimi incontri?

Al ministro Bianchi chiediamo certezze sul reclutamento di giovani e precari e un contratto ponte che dia subito aumenti e arretrati e riveda profili e livelli professionali del personale ATA.
Dopo l’anno di formazione universitaria con un tirocinio rafforzato ci deve essere la conferma del ruolo di insegnante. A questo percorso, i precari con 36 mesi di servizio nel sistema nazionale di istruzione devono essere ammessi in sovrannumero. I corsi di specializzazione su sostegno devono essere aperti a tutti. Nella fase transitoria, bisogna utilizzare il doppio canale di reclutamento attraverso lo scorrimento delle GPS laddove le Gae sono esaurite e bandire un concorso per titoli per IRC.

Il ruolo del DSGA deve essere riconosciuto insieme a figure professionali di coordinamento mai attivate e funzioni esercitate da tutto il personale ATA nella rivisitazione dei livelli professionali.

L’aumento dell’inflazione oltre il 7% impone al Governo un impegno preciso a trovare risorse adeguate nella prossima legge di bilancio e a tutti noi di pretendere un contratto ponte che dia i 3000 euro e i 107 euro di aumenti lordi subito per rimandare nel merito al nuovo tavolo per il rinnovo del CCNL 2022/2024 tutte le questioni poste da parte sindacale e datoriale.

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