Riforma reclutamento, è pressing per eliminare i ‘concorsi a quiz’. Le novità

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Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sta illustrando il piano del nuovo reclutamento degli insegnanti alle forze di maggioranza nella mattina del 12 aprile. Nel pomeriggio incontro con le organizzazioni sindacali.

Come riferiscono fonti parlamentari ad Orizzonte Scuola, si è discusso a proposito della struttura che dovranno avere i prossimi concorsi per docenti.

Le strade da intraprendere sono due: o il concorso a crocette, così come previsto dal decreto sostegni bis indicato dal Governo come parte integrante del nuovo reclutamento, che avrebbe cadenza annuale, oppure una struttura diversa delle prove concorsuali che permetta di arrivare a bandire un concorso ogni due anni.

Quella di eliminare i “concorsi a quiz” è la richiesta che proviene praticamente da tutti gli schieramenti politici, come testimoniano le proteste delle ultime settimane.

Sulla questione concorsi a crocette, lo stesso Bianchi ha espresso un’idea negativa recentemente, commentando i risultati del concorso ordinario secondaria tutt’ora in corso di svolgimento: “E’ un concorso che noi abbiamo ereditato dal passato, con una modalità di organizzazione anche delle prove che si è dimostrata non adeguata”, “noi poi andremo verso concorsi annuali“, ha detto Patrizio Bianchi a proposito delle prove del concorso, sottolineando che “questo era l’ultimo passaggio di una storia precedente – aggiunge sul concorso che ha sollevato molte polemiche, definito dai sindacati una specie di terno al lotto – che ha dimostrato tutti i limiti, non c’è nessun dubbio“.

Su questo punto, in base a quanto risulta, ancora non abbiamo una scelta definitiva.

Nuovo reclutamento: le novità

Il governo ha pronto già il testo del decreto legge (di tre articoli) che dovrà regolamentare il reclutamento degli insegnamenti.

Il nuovo reclutamento, come spiegato in precedenza, dovrebbe prevedere tre strade per gli aspiranti:

  1. Conseguire almeno 30 cfu (di cui 15 di tirocino) all’università e partecipare ai concorsi scuola, salvo poi completare i restanti 30 cfu e l’abilitazione con un anno a tempo determinato e part-time
  2. 60 cfu e l’abilitazione già durante gli studi, passare il concorso e poi svolgere l’anno di prova e, previa valutazione positiva, giungere alla conferma in ruolo
  3. I precari “storici”, con almeno 36 mesi di servizio,  possono accedere direttamente al concorso e, se possano le prove, fare l’anno di prova.

Da chiarire la questione dei 60 cfu: considerando che una laurea magistrale, a oggi, prevede 120 cfu, l’ipotesi è che i 60 cfu siano aggiuntivi, così come si può immaginare che possano essere acquisiti in parallelo.

Una volta in ruolo il percorso per gli insegnanti si uniforma e sono previste due novità: la prima è la formazione continua. Per incentivarla il governo ipotizza una progressione stipendiale accelerata per i docenti che frequentano con profitto corsi selezionati.

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