Riforma reclutamento e formazione docenti, domani il giorno della verità in Senato. Pacifico (Anief): senza migliorie ci rivolgeremo al Comitato europeo dei diritti sociali

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Il tempo dei rimandi è finito: domani, a partire dalle 12,30, le commissioni congiunte Affari Costituzionali e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato dovranno decidere se andare avanti, anche senza l’assenso del Governo, sul maxi-emendamento sulla scuola al Decreto Legge n. 36 presentato dalla maggioranza e pubblicato in Gazzetta il 30 aprile scorso.

Cosa andranno a votare lo anticipa oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel testo – dice il sindacalista ad una testata specializzata – ci sono modifiche, chieste dal sindacato, che “riguardano la possibilità di far inserire i precari in sovrannumero all’anno di formazione universitaria e di considerare come precario anche chi ha lavorato nella scuola paritaria” anticipa. Novità in arrivo anche per il rinnovo del contratto”.

Il sindacalista commenta anche “le quote di riserva. Noi a questo siamo contrari perché tutti devono avere accesso al percorso abilitante. Siamo contenti che alcune proposte di Anief siano state accolte, come per esempio l’inserimento ai Tfa sostegno anche a coloro che hanno 36 mesi di servizio, ma anche in questo caso siamo contrari alle quote di riserva, perché il fabbisogno di specializzati sul sostegno è troppo grande. Un altro punto che sembrerebbe passato riguarda una semplificazione dell’esame finale dopo l’anno di prova, noi come Anief chiedevamo direttamente di abolirlo”.

Anche sui tagli alla carta del docente, che secondo la Corte di Giustizia europea va allargata ai precari, e di 10 mila docenti di potenziamento c’è stato un passo indietro. “Hanno trovato le risorse e non si taglieranno i posti sul potenziamento – commenta Pacifico – e hanno poi rimandato alla contrattazione la definizione delle regole per l’assegno sull’incentivazione alla formazione. Non siamo comunque contenti perché, se siamo riusciti a tenere intatta la carta docenti dopo le vittorie recenti in Corte di Giustizia europea, tuttavia continuiamo a pensare che si violi la norma comunitaria che prevede che la formazione si debba fare in orario di servizio e sia retribuita”.

Secondo il leader dell’Anief le aperture dei senatori, in generale, “non risolvono il problema del precariato, non risolvono l’abuso da parte dello Stato italiano dei contratti a termine, non si risponde alla denuncia che Anief ha visto accolta dal Comitato dei diritti sociali rispetto alla legge 107. Non si risponde alla Raccomandazione europea in cui si invitava l’Italia a prevedere un percorso chiaro, e quindi quello che noi chiamiamo doppio canale di reclutamento. Tutto questo non c’è”. Pacifico annuncia che “se il testo definitivo sarà questo, Anief presenterà un nuovo reclamo collettivo al Comitato europeo dei diritti sociali e avvierà dei ricorsi avverso l’esclusione dei precari dalle quote di riserva per conseguire la specializzazione o l’abilitazione. Così il problema della supplentite potrebbe persino aggravarsi. Il governo prevede di assumere 30 mila persone ogni anno dal 2024 a fronte di 210 mila posti vacanti di quest’anno”.

I MOTIVI DELLO STOP IN SENATO

“I senatori avevano presentato il testo di un maxi emendamento, che tra le altre cose evitava il taglio al personale docente, ma Mef, ministero dell’Istruzione e Ragioneria dello Stato non hanno accolto le richieste”. Tra i punti di disaccordo figura anche il nuovo reclutamento e la gestione del transitorio. Il maxi-emendamento prevedeva anche altri interventi, che sembrerebbero non avere trovato il sì del MEF: istituzione di percorsi abilitanti per tutte le categorie di insegnanti; allungamento della fase transitoria per superare il precariato storico; riapertura delle graduatorie di merito degli idonei nei concorsi; revisione dello scritto per i concorsi a cattedra con eliminazione delle crocette. È in programma una nuova riunione in Senato con il Governo lunedì mattina. Il decreto legge è atteso in Aula lunedì pomeriggio.

PUNTI APPROVATI

Intanto, comunque alcuni aggiustamenti sono stati approvati: il riconoscimento dei precedenti 24 CFU; l’accesso per i primi tre cicli del percorso di formazione iniziale di chi è in servizio nella scuola statale o partitaria nei limiti della riserva dei posti indicata; il mantenimento per gli ITP dei requisiti di cui al D. Lgs 59 del 2017 per l’accesso ai concorsi; la remissione alla contrattazione nazionale dell’incentivo; l’eliminazione dei tagli agli organici; l’eliminazione dei tagli alla Carta del Docente; il ritorno nell’alveo della contrattazione della definizione numero di ore aggiuntive; l’accesso alla specializzazione su sostegno per chi ha tre anni.

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