D’Onghia: concorso per laureati nel 2018, previo conseguimento dei 24 CFU. Chi vince accede al FIT, si evita nuovo precariato

di redazione
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dichiarazione D’Onghia – “I decreti applicativi della Legge 107/2015 per la formazione degli insegnanti migliorano la qualità del sistema di istruzione del nostro Paese adeguandosi a standard ed obiettivi internazionali”.

Lo afferma la sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, che domani, lunedì 29 maggio, parteciperà alla Giornata di studio su “I Decreti applicativi della Legge 107/2015 per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti”promossa dal Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno.

“Il personale docente infatti è collocato al centro del progetto di rilancio del sistema formativo”, prosegue la senatrice. “Dobbiamo evitare nuove forme di precariato e ridisegnare l’istruzione professionale a partire  dal reclutamento. La  scuola ha  bisogno di orizzonti certi e percorsi definiti.

Nello specifico con l’approvazione del nuovo decreto, i laureati potranno partecipare ai concorsi, previo il conseguimento di 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche.

I concorsi avranno cadenza biennale e il primo sarà nel 2018. Chi supera il concorso entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), con una retribuzione crescente che parte dal periodo della formazione. Gli insegnanti vengono valutati per tutta la durata del percorso. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo.

Investire nella formazione vuol dire investire nei ragazzi e quindi nel futuro. Certo la formazione deve essere al passo con i cambiamenti e quindi è utile apprendere con metodi e strumenti sempre più innovativi. In questo modo daremo anche più valore agli insegnanti e al ruolo fondamentale che ricoprono all’interno della società”.

“Dopotutto la crescita di un Paese”, conclude la sottosegretaria D’Onghia, “passa anche attraverso competenze e formazione di qualità che possono renderci competitivi nel mercato del lavoro”.

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