Riforma reclutamento docenti, Pacifico (Anief): “Tradisce giovani e precari. Inaccettabile aumenti stipendio per chi fa formazione in più e mette voti buoni agli studenti” INTERVISTA

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Riforma reclutamento docenti bocciata da Anief: secondo il presidente, Marcello Pacifico, il nuovo sistema di reclutamento “tradisce i giovani e i precari e allunga i tempi”. No secco anche alla proposta di legare gli aumenti di stipendio alla formazione degli insegnanti: “proposte irricevibili. Dobbiamo sederci al tavolo con i ministri Bianchi e Messa e discutere nuove ipotesi”.

Perché non piace la riforma del reclutamento dei docenti? Dove sbaglia il Ministero?
Sbaglia perché tradisce i giovani e i precari. Pensa di soddisfare le richieste della Commissione europea ma in realtà non tiene conto né della giurisprudenza che si è formata in tema di reclutamento dei precari della scuola italiana, né della raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa.

Perché questo sistema tradisce i giovani e i precari?
A differenza del passato, quando per diventare insegnanti o si superava un concorso o si conseguiva l’abilitazione e si entrava nelle Gae e quindi si entrava nei ruoli, con il nuovo sistema i tempi si allungano e le procedure si complicano: bisogna fare un concorso, più un’abilitazione, più, per ciò che riguarda i giovani, un anno di specializzazione universitaria con tirocinio. Tutto ciò, dopo l’esperienza degli ultimi anni: persino i concorsi semplificati non hanno raggiunto l’obiettivo di stabilizzare tutti i concorrenti. L’obiettivo che raggiungerà il governo sarà nullo: non riuscirà né ad assumere i giovani insegnanti, né a stabilizzare i precari che da anni insegnano nelle scuole. La riforma è bocciata.

Direte no ai prossimi tavoli?
Già giovedì, nella riunione del tavolo permanente del partenariato, a palazzo Chigi, al ministro Messa ho chiesto di fare nuovi incontri anche con lei, visto che il tema della formazione iniziale riguarda anche l’università, stralciando questa ipotesi e sedendoci al tavolo per discutere nuove ipotesi.

E sugli aumenti di stipendio legati alla formazione degli insegnanti?

Innanzitutto è inopportuno, visto che abbiamo il contratto scaduto. Non si può pensare di andare a scrivere in quel contratto delle cose nuove rispetto a un lavoro già svolto. In quel contratto bisogna soltanto definire quanto sono gli arretrati rispetto all’aumento del costo della vita e rivedere i livelli dei profili professionali. Abbiamo detto al ministro di bloccarsi sull’idea di dare dei soldi in più a chi fa formazione in più e mette voti buoni agli studenti. Questa idea non può esistere nemmeno per legge: andrebbe a ledere il diritto sulla libertà di insegnamento. Lo abbiamo sempre contestato. Le situazioni di partenza degli studenti non sono sempre le stesse; le condizioni in cui operano gli insegnanti nella singola classe non sono sempre le stesse. Il risultato finale deve essere specifico per ogni studente.

Contestate la formazione in più?
La formazione è importante, deve essere fatta ma deve anche essere retribuita durante l’orario di servizio. E’ tutto il contrario di quello che fa il governo, che ha imposto un corso di 25 ore per il sostegno fuori dall’orario di servizio e gratuito. Il governo deve mettere le risorse dove è giusto che siano messe: il personale va messo nelle condizioni di potersi formare. Si potrebbero anche retribuire gli anni sabbatici, che ad oggi sono gratuiti.
In ogni caso, i soldi in più si possono dare soltanto se si raggiungono i criteri standard di adeguamento degli stipendi all’inflazione. Non è giusto dare soldi in più a qualcuno a queste condizioni. Da un nostro studio risulta che l’inflazione è salita di 20 punti dal 2008 a oggi. Dare un anticipo di aumento a chi si forma e ha risultati buoni dagli studenti, quando gli stipendi rimangono 12,5 punti lontano dall’inflazione, è inaccettabile. Al personale scolastico di arretrati spettano altri 25 mila euro; gli aumenti, rispetto ai 107 euro finanziati, dovrebbero essere di 272 euro mensili.

Anief è stata confermata come sindacato rappresentativo, siete soddisfatti degli ultimi dati delle elezioni?
Siamo contenti perché siamo cresciuti, anche se di poco, dello 0,5. Per noi rappresenta un più 10%. Questo ci serve come stimolo, una volta firmato il contratto, per nominare rappresentanti sindacali Anief terminali associativi in ogni sede di lavoro, quindi in ogni scuola, università, accademie, enti di ricerca, conservatori, per poter finalmente cambiare i contratti di secondo livello, ovvero i contratti integrativi di istituto, ateneo o Afam.

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