Riforma reclutamento docenti, il PD apre a Bianchi: “Provvedimento necessario, ma deve essere condiviso da larghissima maggioranza”

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”Mettere un punto fermo sulla modalità con cui si diventa insegnanti in questo Paese è molto importante per chi come noi crede alla cultura come chiave della democrazia e dello sviluppo”.

Lo dice il senatore Roberto Rampi, capogruppo Pd in commissione Istruzione.

“La riforma è necessaria non solo perché collegata agli impegni persi con l’Europa, ed è bene che sia condivisa da una larghissima maggioranza perché deve durare per decenni”.

“Oggi un testo andrà in Consiglio dei Ministri, se ne conoscono anticipazioni. Lo approfondiremo nel dettaglio e daremo il nostro contributo per renderlo il migliore possibile, avendo come faro l’idea che il lavoro di insegnare è uno dei più preziosi per un Paese’‘, aggiunge Rampi.

Ghizzoni: “Provvedimento da modificare”

“Il Partito Democratico agirà perché il provvedimento sulla formazione degli insegnanti, previsto dal PNRR, sia realmente all’altezza delle esigenze di miglioramento qualitativo della scuola italiana attraverso la formazione degli insegnanti e la valorizzazione delle professionalità dei docenti. Si tratta di una riforma attesa da quando il ministro leghista Bussetti cancellò con un tratto di penna il percorso di formazione introdotto nel 2017, che per l’esigenza di rispettare la tabella di marcia prevista dal PNRR non è stata preceduta da una adeguata condivisione con le forze di maggioranza. Lavoreremo, come annunciato già oggi dalla delegazione PD in Consiglio dei Ministri, perché in sede di conversione in legge il testo sia migliorato, in particolare con riferimento alla formazione iniziale degli insegnanti – l’anticipo del percorso abilitante già durante la laurea triennale ne svilirebbe infatti il valore formativo – e per rendere più chiara l’organizzazione della fase transitoria. Sono necessari miglioramenti anche sulla formazione in servizio e su quella incentivata, a partire dal fatto che – in prima applicazione e quindi in attesa di intervenire nella contrattazione – ai percorsi previsti, assai impegnativi e obbligatori per i neo assunti, devono corrispondere risorse sufficienti per riconoscere l’incentivo salariale a tutti coloro i quali ne avranno diritto. E tutto questo mentre il rinnovo del contratto, peraltro già scaduto, è fermo alla Funzione pubblica da mesi.
Se si vuole – e il PD certamente la vuole – una scuola di qualità il primo passo deve farlo lo Stato, garantendo investimenti adeguati e retribuzioni a livello europeo”. Lo dichiarano Manuela Ghizzoni, responsabile Istruzione, Università e Ricerca della segreteria Pd, e Irene Manzi, responsabile Scuola del partito.

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