Riforma reclutamento, i sindacati contro il governo: “Docenti sfruttati con formazione non obbligatoria” [VIDEO INTERVISTE]

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I sindacati scendono in piazza contro la riforma del reclutamento docenti e per il rinnovo del contratto scuola. Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals continuano la protesta iniziata lo scorso 30 maggio con lo sciopero generale. 

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “Questo decreto è scritto talmente male ed è così pieno di contraddizioni che si affosserà da solo. Tra gli aspetti più preoccupanti di questo provvedimento c’è lo sfruttamento del lavoro dei docenti con la formazione obbligatoria non retribuita e il pagamento forfettario che altro non è se non lavoro a cottimo”.

“Siamo qui a dimostrare che si continua la nostra lotta per poter smontare il decreto 36. Non crediamo al cambio di rotta promesso dal governo”, tuona Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals.

“Non c’è il ballo solo il decreto 37, ma anche il futuro della scuola. Il governo taglia gli organici per finanziare una formazione finta, così non va”, rimarca Francesco Sinopoli, segretario della Flc Cgil.

Per Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola, ci sono molte cose da fare: “Bisogna fare molto di più per valorizzare le professioni, il governo non si muove nella direzione giusta”.

Infine per Pino Turi, segretario della Cisl Scuola: “I sindacati non mollano, la classe politica si deve assumere la responsabilità di approvare un decreto irricevibile. Il Parlamento è stato esautorato”.

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