Riforma reclutamento docenti, Bianchi: “Nel 2022 assumeremo oltre 60mila insegnanti, un milione di persone devono essere formate entro il 2025” [VIDEO]

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Audizione del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al Senato, presso le Commissioni Affari Costituzionali e Istruzione, in merito alla riforma del reclutamento del personale docente, il decreto legge n. 36

Le parole del ministro dell’Istruzione: “Abbiamo previsto un percorso standard per diventare insegnanti, concordato con le scuole e in cui le scuole sono protagoniste. Formazione, formazione, formazione. È questo l’elemento fondante del percorso che abbiamo delineato per gli insegnanti. La Commissione europea ci chiedeva un percorso standard per gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado, per questo abbiamo fornito un percorso standard per chi vorrà fare l’insegnante: la magistrale più 60 crediti all’interno di un percorso universitario concordato con le scuole. Un percorso abilitante a cui seguirà poi il concorso”, ha ricordato il ministro. Bianchi ha poi aggiunto che una Commissione appositamente dedicata fornirà indicazioni precise sulla modalità di svolgimento dei concorsi, che rimarranno così – con test a crocette – fino alla fine del 2024. Dal 2025 torneremo alle domande aperte. Questo perché dobbiamo rispettare il vincolo europeo di assumere 70mila insegnanti con la nuova procedura d’urgenza. L’anno scorso abbiamo assunto 57mila insegnanti, quest’anno ne assumeremo altri 61mila e poi altri 70mila entro il 2024: una delle milestone per accedere ai fondi del Pnrr. Il modo fondamentale di poter procedere è fare percorsi e concorsi”.

E poi: “La vera emergenza non saranno le classi pollaio nei prossimi anni, ma il problema di realizzare le prime classi”

E ancora: “Il tema della formazione in servizio ha creato scalpore, lo capisco. Nulla, però, si sottrae alla contrattazione collettiva. Ho grande rispetto del Parlamento e dei miglioramenti che possono arrivare”.

Poi aggiunge: “Nell’arco dei prossimi 10 anni si stima una contrazione del numero degli studenti di 1,2, 1.4 milioni. Una riduzione di questa natura cambia la struttura sociale del Paese. Oggi le classi in Italia in media hanno meno di 20 alunni; la vera emergenza, non saranno più le classi pollaio ma il fatto che non riusciremo a fare le prime. La rapida caduta demografica che già stiamo vedendo alla primaria ci pone un problema che oggi non vediamo alle superiori”

TESTO IN GAZZETTA UFFICIALE [PDF]

La formazione iniziale e l’abilitazione

Si definiscono le modalità di formazione iniziale, abilitazione e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria.

Sono previsti:

  • Un percorso universitario abilitante di formazione iniziale (corrispondente ad almeno 60 crediti formativi), con prova finale
  • Un concorso pubblico nazionale con cadenza annuale
  • Un periodo di prova in servizio di un anno con valutazione conclusiva

Il percorso di formazione abilitante si potrà svolgere dopo la laurea oppure durante il percorso formativo in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento del proprio titolo. È previsto un periodo di tirocinio nelle scuole. Nella prova finale è compresa una lezione simulata, per testare, oltre alla conoscenza dei contenuti disciplinari, la capacità di insegnamento.

L’abilitazione consentirà l’accesso ai concorsi, che avranno cadenza annuale per la copertura delle cattedre vacanti e per velocizzare l’immissione in ruolo di chi vuole insegnare. I vincitori del concorso saranno assunti con un periodo di prova di un anno, che si concluderà con una valutazione tesa ad accertare anche le competenze didattiche acquisite dal docente. In caso di esito positivo, ci sarà l’immissione in ruolo.

In attesa che il nuovo sistema vada a regime, per coloro che già insegnano da almeno 3 anni nella scuola statale è previsto l’accesso diretto al concorso. I vincitori dovranno poi conseguire 30 crediti universitari e svolgere la prova di abilitazione per poter passare di ruolo.

Durante la fase transitoria, coloro che non hanno già un percorso di tre anni di docenza alle spalle ma vogliono insegnare potranno conseguire i primi 30 crediti universitari, compreso il periodo di tirocinio, per accedere al concorso. I vincitori completeranno successivamente gli altri 30 crediti e faranno la prova di abilitazione per poter passare di ruolo.

La formazione continua e la Scuola nazionale

La formazione in servizio dei docenti diventa continua e strutturata in modo da favorire l’innovazione dei modelli didattici, anche alla luce dell’esperienza maturata durante l’emergenza sanitaria e in linea con gli obiettivi di sviluppo di una didattica innovativa previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La formazione sulle competenze digitali e sull’uso critico e responsabile degli strumenti digitali sarà parte della formazione già obbligatoria per tutti e si svolgerà nell’ambito dell’orario lavorativo.

Viene poi introdotto un sistema di aggiornamento e formazione con una pianificazione su base triennale che consentirà agli insegnanti di acquisire conoscenze e competenze per progettare la didattica con strumenti e metodi innovativi. Questa formazione sarà svolta in orario diverso da quello di lavoro e potrà essere retribuita dalle scuole se comporterà un ampliamento dell’offerta formativa. I percorsi svolti saranno anche valutati con la possibilità di accedere, in caso di esito positivo, a un incentivo salariale.

I percorsi di formazione continua saranno definiti dalla Scuola di alta formazione che viene istituita con la riforma e si occuperà non solo di adottare specifiche linee di indirizzo in materia, ma anche di accreditare e verificare le strutture che dovranno erogare i corsi, per garantirne la massima qualità. La Scuola, che fa parte delle riforme del Pnrr, si occuperà anche dei percorsi di formazione di dirigenti e personale Ausiliario, Tecnico e Amministrativo.

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