Riforma reclutamento: abilitazione e assunzione precari i nodi da sciogliere. Si cercano 470 milioni per evitare il taglio della carta docente e di oltre 11 mila cattedre

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Sono giorni decisivi per quanto riguarda la riforma del reclutamento al Senato: il relatore Cangini (Forza Italia) sta ultimando la linea definitiva per la riscrittura degli emendamenti presentati dalle forze politiche. E se sui nodi come abilitazione e assunzione precari una mediazione è facile da prevedere, per quanto riguarda le risorse da impiegare tutti sono fermi nel chiedere di mantenere il bonus 500 euro per la carta del docente e le oltre 11 mila cattedre che dovrebbero tagliarsi nei prossimi anni.

Le forze politiche hanno capito che stralci della norma non ci saranno: Palazzo Chigi e il Ministro dell’istruzione sono stati chiari, l’impianto generale non si tocca.

Ecco allora che, anche sulla spinta dello sciopero generale del 30 maggio, i partiti vogliono schierarsi al fianco dei sindacati per migliorare il più possibile il decreto 36.

Prima di tutto c’è un problema di risorse da affrontare. Perchè politici e sindacati hanno detto chiaramente che non può essere finanziata la riforma della scuola con i soldi della scuola stessa.

E allora, riporta Italia Oggi, si lavora per trovare 470 milioni, cifra che servirebbe per salvare il taglio della carta del docente, che nell’ottica del Governo dal 2027 dovrebbe arrivare a 375 euro, e il taglio di organici previsto a causa della denatalità, con una flessione di 11.600 cattedre, ha riferito più volte anche lo stesso Ministro Bianchi, che nel frattempo ha perso un pezzo importante, ovvero il consigliere Mario Ricciardi, che si è dimesso poche settimane fa.

Dal punto di vista del percorso di formazione e reclutamento, le forze devono trovare la quadra: per il Pd il percorso di abilitazione non può iniziare alla laurea triennale, così come attualmente prevede la riforma, ma dalla laurea magistrale. Di segno opposto l’idea di Forza Italia, che fa notare come ritardare tutto potrebbe portare a numerosi studenti fuori corso.

Si prova a valutare la possibilità per l’assunzione semplificata per i precari con 3 anni di servizio, con i Cfu che potrebbero sparire, prosegue Italia Oggi, nel caso in cui il docente abbia maturato almeno un anno specifico sulla cattedra per la quale concorre.

E poi c’è anche la questione formazione incentivata, con la proposta del partito democratico di anticipare gli scatti di anzianità.

E ancora, si lavora anche per eliminare da subito i test a crocetta nei concorsi, previsione che la riforma riporta dal 2025 in poi, con la conclusione della fase transitoria.

Gli emendamenti riformulati saranno presentati in commissioni riunite i primi giorni della prossima settimana per poi approdare in aula al senato il 20 giugno.

TESTO DECRETO [PDF]

TUTTI GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI PARTITI [PDF]

DOSSIER [PDF]

RELAZIONE TECNICA [PDF]

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