Riforma. Rampelli, da leggi ad personam a leggi ‘ad mulierem’

di redazione
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"Presidente Renzi, visto che scrive una lettera ai professori, dedicandogli anche un video di 20', noi scriviamo una lettera a lei. Anzi, per estensione, alla sua famiglia". Inizia così l'intervento del capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli in discussione generale sul ddl buona scuola.

"Presidente Renzi, visto che scrive una lettera ai professori, dedicandogli anche un video di 20', noi scriviamo una lettera a lei. Anzi, per estensione, alla sua famiglia". Inizia così l'intervento del capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli in discussione generale sul ddl buona scuola.
"Gentilissimo signor Matteo e gentilissima signora Agnese – ha detto Rampelli – non ve la prenderete se scriviamo a entrambi, non tiriamo in ballo la signora per i legami di parentela ma unicamente per il suo ruolo d'insegnante, precaria fino a giugno e poi stabilizzata in seguito alla nota sentenza della Corte europea e a questa legge. Presidente, essendo stato lei, segretario in carica del Pd, grande condottiero delle battaglie contro le leggi ad personam, siamo sicuri che mai cadrà nella trappola della 'lex ad mulierem'"

‎ "La scuola italiana cade a pezzi – ha aggiunto Rampelli – le famiglie hanno versato circa 390 milioni di euro sotto forma di contributo volontario o donazione di materiali e beni. Su 4.400 domande di finanziamento arrivate al Governo per la riqualificazione scolastica soltanto 400 sono state accolte. Più della metà delle scuole italiane si trova in territorio sismico, mentre il 41% di edifici è stato realizzato tra il 1941 e il 1974. Trentasette morti bianche di studenti a scuola dal 1994 a oggi. Secondo l'Inail ogni anno 89mila studenti sono vittime di infortuni nell'orario delle lezioni. Un governo serio non avrebbe cercato pubblicità con l'ennesima riforma di aria fritta, ma affrontato di petto questo bollettino di guerra".

"La dimostrazione di avere avuto governi e ministri inadeguati – ha precisato – è data dalle mille graduatorie di precari esistenti e dal fatto che le scuole cadano tuttora a pezzi, nonostante le presunte riforme, immancabilmente varate senza soldi sufficienti ad applicarle. I contenuti di questa legge sono malsani, il potere di chiamata degli insegnanti dalle graduatorie da parte dei dirigenti scolastici pone la scuola a rischio clientelismo e nepotismo".

"Mentre sul fronte dei precari – ha concluso – per Fdi-An vanno tutti considerati sullo stesso livello, che risultino abilitati e abbiano superato prove richieste dallo stato e che lo stato ha utilizzato e sta utilizzando per tenere in piedi la scuola o che abbiamo fatto concorsi".

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