Riforma. Puglisi, riduzione emendamenti o slitta dopo luglio. Non è vendetta di Renzi

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"Il provvedimento non verrà ritirato, questo sia chiaro a tutti. Né ci sarà un rinvio sine die". Lo afferma al Mattino Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.

"Il provvedimento non verrà ritirato, questo sia chiaro a tutti. Né ci sarà un rinvio sine die". Lo afferma al Mattino Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd.

 "La richiesta è legata alla necessità di ridurre gli emendamenti. Non c'è nessuna intenzione di far saltare tutto", sottolinea. Una "vendetta" di Renzi contro l'ostruzionismo? "Non scherziamo – spiega Puglisi -. C'è un dato oggettivo che deve essere considerato. Alla Camera sono stati presentati 5mila emendamenti. Al Senato sono tremila o si riducono o l'approvazione del testo rischia di slittare a luglio inoltrato".

E quindi "non sarà sufficiente un mese di tempo per far entrare in vigore la riforma e le relative assunzioni a settembre". Lo stralcio del capitolo assunzioni non è ipotizzato, sottolinea, "chi punta a questo sbaglia di grosso. L'articolo 10, la spina dorsale del provvedimento, è fondamentale ma solo se viene approvato tutto il resto". "Il provvedimento va tenuto tutto insieme. Non può essere ridotto ad uno spezzatino. La scuola non è un assumificio". "La riduzione degli emendamenti richiede del tempo ma se si vuole davvero si fa".

"Personalmente ritengo che il numero non debba superare quota 250-300. Non dimentichiamoci che deve essere approvato in commissione, in aula e poi tornare alla Camera per la terza lettura".

"I tempi certo sono stretti". "Si è detto di tutto. Ma non sempre si è sottolineato che questo ddl stanzia tre miliardi per la scuola, fa 100mila assunzioni, contrasta la dispersione scolastica, accompagna i ragazzi al proprio successo formativo, dà piena attuazione all'autonomia scolastica. Potenzia l'alternanza scuola-lavoro, valorizza il merito. Lo slittamento dell'entrata in vigore è una occasione sciupata per tutti".

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