Riforma pubblico impiego. Niente scatti automatici, mobilità d’ufficio o licenziamento per gli esuberi

di Giulia Boffa
ipsef

Secondo la bozza del nuovo testo unico sul pubblico impiego, vengono eliminate due delle certezze dei dipendenti pubblici.

Secondo la bozza del nuovo testo unico sul pubblico impiego, vengono eliminate due delle certezze dei dipendenti pubblici.

Il documento, che appartiene ad un pezzo della legge delega sulla riforma della P.A., prevede che ogni anno tutte le amministrazioni comunichino al ministero le "eccedenze di personale" rispetto alle "esigenze funzionali o alla situazione finanziaria": in pratica i dipendenti in esubero possono essere trasferiti in un altro ufficio, purché questo si trovi a 50 chilometri da quello di provenienza, con la mobilità obbligatoria.

In alternativa, le 'eccedenze' possono essere messe in 'disponibilità', ossia non lavorano e percepiscono l'80% dello stipendio, compresi i contributi per la pensione. Se entro due anni non trovano un'altra occupazione, anche accettando un inquadramento più basso, con conseguente taglio dello stipendi, si viene licenziati.

In realtà un sistema simile esiste già, ma non sono previste sanzioni agli uffici che non comunicano le eccedenze. Il nuovo testo unico, invece, prevede lo stop alle assunzioni e l'avvio del procedimento disciplinare per il dirigente.

Per quanto riguarda gli scatti di anzianità, la bozza del nuovo testo unico li elimina del tutto e prevede che lavoro dei dipendenti pubblici sia valutato ogni anno dai dirigenti.

Sulla base di tale valutazione, verrà assegnato un aumento, variabile a seconda delle risorse disponibili e comunque erogato a non più del 20% dei dipendenti per ogni amministrazione. 

Tra le altre novità c'è anche l'obbligo della conoscenza dell'inglese per i concorsi pubblici e la visita fiscale automatica che scatterà per le assenze del venerdì e nei giorni prefestivi. Inoltre, la bozza prevede anche il buono pasto di 7 euro al giorno, uguale per tutti gli impiegati, stop anche all'indennità di trasferta.

Il governo prevede di approvare la legge delega entro settembre, ma la riforma della pubblica amministrazione dà tempo fino a  febbraio 2017.

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