Riforma, la protesta continua. Dal non voto al PD, ad un referendum abrogativo. C’è chi non adotta i libri di testo

di Anselmo Penna
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Scontenti per la riforma che abbatte la dimensione collegiale delle scuole e concentra nelle mani dei dirigenti (inclusa la scelta dei docenti) molte prerogative. il fronte dei docenti scontenti si organizza.

Scontenti per la riforma che abbatte la dimensione collegiale delle scuole e concentra nelle mani dei dirigenti (inclusa la scelta dei docenti) molte prerogative. il fronte dei docenti scontenti si organizza.

Se le manifestazioni che hanno riempito la piazza non sono servite a farsi ascoltare, bisogna organizzarsi diversamente.

Così, il corpo docente più combattivo mette a punto una serie di protesta cercando di sferrare un attacco più incisivo, che colpisca alcuni interessi.

A partire dal blocco dell'adozione dei libri di testo che ha già portato gli editori ad intervenire e dichiarare di appoggiare la protesta, ma che in questo modo si colpisce un settore già in crisi.

Altro fronte riguarda l'invito da parte di gruppi organizzati a non votare il Partito Democratico alle prossime elezioni amministrative che si volgeranno  nei prossimi giorni.

E, mentre si avvicinano gli scrutini durante i quali i sindacati hanno indetto lo sciopero, sui social si invitano i docenti a firmare un referendum abrogativo, anche se forse è il caso che la legge venga prima approvata definitivamente.

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