Riforma. “Presa diretta” mette in scena la farsa delle consultazioni. Il colpo finale alla scuola pubblica

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Mozioni dei collegi ignorati dal Ministro, famiglie costrette a pagare per avere i servizi essenziali. Privati che decidono la didattica, finanziando progetti, lavagne interattive, uno Stato che alza le mani "non ci sono i soldi per finanziare la scuola pubblica".

Mozioni dei collegi ignorati dal Ministro, famiglie costrette a pagare per avere i servizi essenziali. Privati che decidono la didattica, finanziando progetti, lavagne interattive, uno Stato che alza le mani "non ci sono i soldi per finanziare la scuola pubblica".

Questa l'immagine della prima parte del programma "Presa diretta" in onda su Rai 3.

Contributi delle famiglie diventati essenziali per i bilanci delle scuole, in alcune scuole addirittura l'80% del bilancio viene dai genitori.

Lavagne acquistate con i punti di un supermercato. Famiglie che spendono anche 40mila euro di prodotti per lavagne dal costo di qualche migliaio di euro in supermercati in convenzioni con il Ministero.

La presenza dei privati va anche oltre. Infatti, influenzano la didattica, come nel caso di lezioni finanziate da banche con tanto di consegna di gadget e libretti al portatore.

Eppure le scuole vantano crediti nei confronti del Ministro, 580 milioni di euro. Soldi utilizzati per il funzionamento delle scuole, ma che il Ministero non restituirà, almeno secondo le lettere inviate alle scuole con le quali si informa che i debiti non saranno saldati. 

Riforma. Presa Diretta: i protagonisti non ci stanno, da Faraone a Fusacchia, dalla Malpezzi alla Puglisi. I tweet

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