Riforma Pnrr reclutamento e formazione, è giunto il tempo delle decisioni: Anief chiede forti cambiamenti del D.L. 36 imposto dal Governo

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La prossima settimana rappresenterà la prova del nove per il  Decreto Legge n. 36, inserito nel Pnnr con all’interno diverse misure per la scuola. Subito dopo le elezioni amministrative e referendum: da martedì 14 giugno, infatti, le commissioni Affari Costituzionali e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato dovranno entrare nel merito dei 300 emendamenti presentati e decidere se portarli o meno in Aula per l’approvazione finale prevista per il 20 giugno.

“Il sistema di reclutamento che si vuole introdurre non è affatto agile e utile a cancellare la supplentite nelle nostre scuole – dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, per noi rimane fondamentale valorizzare tutti coloro che svolgono supplenze da anni e che hanno dimostrato sul campo le loro capacità di insegnamento, tra l’altro avendo regolari titoli di accesso. Per fare questo diventa indispensabile reintrodurre il doppio canale di reclutamento: nella fase transitoria permetterebbe la stabilizzazione di coloro che hanno sottoscritto un contratto a termine, permettendo anche a loro di accedere ai percorsi abilitanti. Allo stesso modo, è importante che dopo l’anno di specializzazione universitaria si possa permettere l’assunzione a tempo indeterminato di chi ha svolto positivamente la professione, come è stato fatto per diversi anni con le Ssis. Anche sulla formazione non ci siamo: come si può pensare – conclude Pacifico – di imporre corsi di aggiornamento oltre l’orario di servizio e neppure remunerati?”.

 

GIORNI DECISIVI

Sono giorni decisivi quelli che attendono la riforma del reclutamento e della formazione del personale docente. Le Commissioni I e VII di Palazzo Madama dovranno verificare se è possibile, scrive Orizzonte Scuola, “trovare 470 milioni, cifra che servirebbe per salvare il taglio della carta del docente, che nell’ottica del Governo dal 2027 dovrebbe arrivare a 375 euro, e il taglio di organici previsto a causa della denatalità, con una flessione di 11.600 cattedre, ha riferito più volte anche lo stesso Ministro Bianchi, che nel frattempo ha perso un pezzo importante, ovvero il consigliere Mario Ricciardi, che si è dimesso poche settimane fa”.

 

In assoluto, tra le richieste di modifica del testo approvato a fine aprile dal Consiglio dei Ministri, figurano punti centrali per chi opera nelle scuole. Come la revisione del percorso di abilitazione. Inoltre, “si prova a valutare la possibilità per l’assunzione semplificata per i precari con 3 anni di servizio, con i Cfu che potrebbero sparire nel caso in cui il docente abbia maturato almeno un anno specifico sulla cattedra per la quale concorre. C’è anche la questione formazione incentivata, con la proposta del partito democratico di anticipare gli scatti di anzianità. E ancora, si lavora anche per eliminare da subito i test a crocetta nei concorsi, previsione che la riforma riporta dal 2025 in poi, con la conclusione della fase transitoria”.

 

GLI EMENDAMENTI AL D.L. 36

Le richieste di cambiamento del decreto legge n. 36 approvato dal CdM sono diverse: vanno dall’abolizione del concorso alla prova di valutazione finale, dallo svolgimento delle prove alle assegnazioni provvisorie, dagli idonei all’inserimento dei precari nei percorsi di formazione iniziale e ancora salvaguardia della carta docente e degli organici e salario accessorio alla contrattazione integrativa. Tra gli emendamenti sono presenti circa 50 suggeriti da Anief per la salvaguardia delle posizioni professionali di giovani e precari, idonei e di chi chiede l’assegnazione provvisoria, oltre che l’assegnazione di risorse aggiuntive indispensabili per rinnovare il contratto e rilanciare il settore dell’Istruzione.

 

LE 10 RICHIESTE ANIEF

Anief ha presentato alle commissioni del Senato delle proposte concrete, riassunte in dieci punti, in particolare per agire correttamente sulla fase transitoria del reclutamento dei docenti non di ruolo:

  1. Assumere in ruolo dalle GPS da prima fascia;
  2. Convertire il contratto a tempo indeterminato nell’anno di tirocinio dove svolgere l’anno di formazione universitaria per immessi in ruolo da seconda fascia GPS cui accedere in sovrannumero;
  3. Concorso riservato per titoli per insegnanti di religione cattolica ed educatori;
  4. Conferma ruoli assunti con riserva da Gae;
  5. Accesso precari con 36 mesi di servizio svolti al TFA sostegno in sovrannumero;
  6. Abolizione dei concorsi e accesso diretto al ruolo dopo l’anno di formazione universitaria;
  7. Inserimento degli idonei nei concorsi ordinari e straordinari nelle graduatorie di merito e abolizione dell’esame finale per gli assunti in ruolo da GPS prima fascia;
  8. Assunzioni del personale ATA nei posti accantonati per i lavoratori delle cooperative, nei profili professionali As e C, nelle scuole normo-dimensionate, per inserire un assistente tecnico in ogni istituto comprensivo;
  9. Immissione in ruolo degli insegnanti di sostegno su tutti i posti in deroga (con scadenza 30 giugno);
  10. Inserimento nei ruoli dello Stato del profilo di assistente all’autonomia e alla comunicazione.

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