Riforma. Pino Turi (UIL): scuola non è un assumificio, ma si poteva fare la stessa operazione senza traumi

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Intervista sulla riforma al nuovo leader della UIL su Italia Oggi. Al centro dell'attenzione, ovviamente, l'operazione del piano straordinario di assunzioni, che prenderà il via con la presentazione delle domande dal 28 luglio al 14 agosto.

Intervista sulla riforma al nuovo leader della UIL su Italia Oggi. Al centro dell'attenzione, ovviamente, l'operazione del piano straordinario di assunzioni, che prenderà il via con la presentazione delle domande dal 28 luglio al 14 agosto.

Già Di Menna si era espresso negativamente sulle modalità finali decise nella legge. Immissioni in ruolo. UIL: per non perdere la nomina domanda in tutte le province. In diecimila costretti a spostarsi Giudizio negativo che viene confermato dal suo successore adesso che la macchina si è messa in moto e, dopo le assunzioni da turnover, le ultime nelle quali saranno coinvolte anche le graduatorie dei concorsi antecedenti al 2012, si darà il via alle fasi A, B e C, le ultime due a carattere nazionale.

"Il Governo ha avviato un'operazione importante di stabilizzazione con una approssimazione insostenibile, senza tener conto delle persone. Ci saranno migliaia di docenti precari che saranno sradicati dal loro territorio. E' vero che la scuola non è un assumificio, ma si poteva fare la stessa operazione senza creare traumi. Per non parlare della confusione amministrativa tra le varie fasi. E delle persone che resteranno fuori, condannate a non entrare mai. Prevedo una marea di ricorsi".

E i ricorsi saranno solo una delle forme di protesta avviate contro la legge 107 del 15 luglio 2015, dato che – afferma Pino Turi – riteniamo ci sia anche un vulnus di costituzionalità che contiamo unitariamente di portare davanti alla Consulta. Senza abbandonare gli strumenti classici della mobilitazione.

E' duro anche nel giudizio complessivo sulla riforma, Pino Turi "la scuola non è un ufficio dove il preside è il capo e gli altri sono impiegati". L'errore di fondo starebbe quindi nel concetto di autonomia scolastica, che ha minato tutto il resto, dalla chiamata diretta dei docenti alla valutazione.

Non si sentono messi all'angolo, i sindacati della scuola. "Noi siamo forti nell'adesione alle nostre proposte, i nostri iscritti aumentano. Siamo purtroppo deboli nei risultati, visto che l'esecutivo ignora i rappresentanti dei lavoratori", conclude Turi.

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