Riforma pensioni scuola: la legge Fornero ridurrà le uscite dal 2016

di Patrizia Del Pidio
ipsef

Le uscite dal mondo del lavoro nella scuola si ridurranno sensibilmente a partire dal 2016 a causa della riforma Fornero. Basti pensare che circa il 70% delle domande di pensionamento del 2015 da docenti e personale Ata sono è riconducibile a chi possedeva i requisiti di uscita il 31 dicembre 2011, ovvero con l’accesso alla pensione con requisiti pre riforma Fornero.

Le uscite dal mondo del lavoro nella scuola si ridurranno sensibilmente a partire dal 2016 a causa della riforma Fornero. Basti pensare che circa il 70% delle domande di pensionamento del 2015 da docenti e personale Ata sono è riconducibile a chi possedeva i requisiti di uscita il 31 dicembre 2011, ovvero con l’accesso alla pensione con requisiti pre riforma Fornero.

Anche se la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto uno stop alle penalizzazioni incrementando le domande di cessazione dal servizio di docenti e personale Ata per il prossimo 1 settembre, tali domande, presentate entro lo scorso 17 gennaio, apparterebbero in gran parte a docenti e personale amministrativo che possedeva i requisiti per il pensionamento già il 31 dicembre 2011 con requisiti retributivi previgenti alla riforma Fornero, ovvero 61 anni e 20 anni di contributi, 40 anni di contributi o la quota 96.




Si parla di un totale di 25mila domande di cessazione dal servizio di cui il 70% apparterrebbero, quindi a coloro che avevano maturato i requisiti al 31 dicembre 2011 e il 25% apparterrebbero a personale che potrà far valere requisiti previsti dalla riforma Fornero al 31 dicembre 2015. Il restante 5% sarebbe costituito dal personale femminile che ha deciso di optare per l’opzione donna, facendo valere alla data del 1 settembre 2015 35 anni di contribuzione almeno e 57 anni e 3 mesi di età.

Secondo la CGIL i numeri di coloro che hanno fatto domanda per la cessazione dal servizio per il 2015 sono più che raddoppiati rispetto agli stessi del 2014, effetto che secondo il sindacato è soltanto temporaneo a causa della riforma Fornero. Dal prossimo anno, infatti sempre secondo il sindacato, tutti coloro che hanno raggiunto la quota 96 saranno in pensione, i successivi pensionamenti saranno possibili soltanto con i requisiti richiesti dalla riforma Fornero.

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