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Riforma pensioni: rispunta l’ipotesi della quota 92 di Nannicini?

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Tra le varie ipotesi di riforma rispunta la proposta di Tommaso Nannicini: quota 92 per i lavoratori più deboli con pensione di cura per le donne e opzione donna anche per gli uomini.

Appare sempre più chiaro che l’esecutivo deve trovare a breve una misura in grado di sostituire alla sua scadenza la quota 100, per andare ad evitare lo scalone che, altrimenti, si andrebbe a creare dopo il 31 dicembre 2021.

E le ipotesi si inseguono tra numeri, quote e proposte. Quota 102 con 64 anni di età e 38 anni di contributi ma con penalizzazioni, quota 41 per tutti con ricalcolo contributivo, quota quota 98 o 99 per i gravosi con 62 anni di età e 36 o 37 anni di contributi con penalizzazioni più basse.

I lavoratori osservano attoniti queste ipotesi che si susseguono giorno dopo giorno sugli organi di informazione sempre più consci che la prossima riforma della pensioni prevederà si una misura flessibile ma che l’onere di questa flessibilità ricadrà inesorabilmente sulle loro spalle sotto forma di decurtazioni all’assegno pensionistico spettante.

E in questo scenario arriva il post su Facebook di Tommaso Nannicini che candidamente scrive: “Esattamente un anno fa lanciavo la mia proposta #PensioneEqua, #Quota92 per superare #Quota100 con una #riforma vera e strutturale, e non da vuoti annunci propagandistici. Dopo un anno i nodi restano non sciolti? Non basta dire “non rinnoviamo #Quota100 se, poi, non costruiamo un’alternativa. Nei prossimi giorni torneremo sul tema”.

Di cosa si tratta? La proposta di pensione equa prevede 62 anni di età con almeno 30 anni di contributi.

Secondo Nannicini deve passare nella tutela dei diritti delle fasce più deboli non regalando nulla a chi, invece, non ne ha bisogno. La proposta di Tommaso Nannicini, del 2019, prevede una pensione con quota 92 per le categorie più deboli ma prevedendo anche una sorta di pensione di cura per le donne.

Nannicini, inoltre, aveva proposto anche l’estensione dell’opzione donna anche agli uomini con 64 anni di età accettando il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico.

Sarà una proposta che resterà inascoltata perchè prevede requisiti troppo “raggiungibili”?

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