Riforma pensioni: quota 99 senza penalizzazioni e bonus mamma senza limiti

di Patrizia Del Pidio

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Spunta l’ipotesi della quota 99 con un bonus per le donne che hanno avuto figli. In pensione con 64 anni di età e 35 anni di contributi. Vediamo la proposta di Francesca Puglisi.

Con la quota 100 in scadenza il 31 dicembre 2021 la necessità di introdurre un pensionamento flessibile a partire dal 2022 è sempre più incalzante e si stanno susseguendo in questi giorni le ipotesi di misure che potrebbero rappresentare la degna sostituzione della misura attualmente in vigore.

Anche se sono molte le proposte che vorrebbero un superamento della Legge Fornero, al momento si sta cercando un’alternativa alla pensione di vecchiaia a 67 anni e a quella anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Da quota 100 a quota 99

Il confronto tra Governo e parti sociali sulla riforma previdenziale si avrà il 27 gennaio ma nel frattempo le ipotesi  avanzate dai diversi politici sono molteplici. Quella che piace maggiormente sembra essere quella avanzata dalla sottosegretaria del lavoro Fancesca Puglisi (del Pd) che ha trovato una soluzione nella quota 99 che permetterebbe il pensionamento con 35 anni di contributi a 64 anni di età. Un innalzamento dell’età rispetto all’attuale quota 100 ma un passo avanti rispetto ai 38 anni di contributi richiesti dalla misura attualmente in vigore. La Puglisi, inoltre, sottolinea che non dovrebbe essere previsto un ricalcolo contributivo sull’assegno pensionistico; nessuna penalizzazione, quindi, sarebbe prevista per chi sceglierebbe l’accesso alla pensione con la quota 99.

Bonus mamme senza limiti

Ma la Puglisi da uno sguardo anche al mondo delle donne e alla quota 99 aggiunge anche il bonus mamma, ovvero un anno di contributi in più alle lavoratrici mamme per ogni figlio avuto, senza limiti al numero dei figli giustificando il fatto che molto spesso le donne sono costrette a delle carriere discontinue e non sempre riescono a raggiungere i 35 di contributi richiesti dalla misura (si pensi poi che nella scuola le donne rappresentano oltre l’80% dei lavoratori).

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