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Riforma pensioni: può variare i requisiti di accesso all’anticipata ordinaria?

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La riforma pensioni può andare in qualche modo a modificare i requisiti di accesso alla pensione anticipata?

Scadenza quota 100, riforma pensioni, flessibilità in uscita e proroghe. L’informazione in ambito previdenziale ci bombarda con notizie quotidiane su quello che potrebbe accadere a partire dal 1 gennaio 2022 alla previdenza italiana e moltissimi sono i lavoratori preoccupati per quello che sarà modificato. Rispondiamo alla domanda di una lettrice che ci scrive:

Buongiorno, sono un’insegnante della primaria, tramite Patronato ho presentato all’Inps domanda di pensione anticipata maturando, a fine agosto 2022, 42 anni e 3 mesi di anzianità, ho compiuto a luglio 60 anni. Ci sono possibilità che la nuova riforma delle pensioni possa costringermi a restare ancora in servizio o il mio è un diritto acquisito? Ringrazio per l’attenzione e saluto distintamente. Un’insegnante preoccupata.

Riforma pensioni

Il 31 dicembre scade quota 100 e sicuramente dal 1 gennaio 2022 non sarà più possibile perfezionare i requisiti per accedere a questa misura. Proprio per questo motivo governo e parti sociali sono impegnati nella ricerca di una misura che possa, in qualche modo, tamponare gli effetti della scadenza della misura sperimentale che potrebbe causare, per chi non è riuscito ad accedervi, uno scalone di 5 anni.

Questo, in poche parole, quello che accadrà sicuramente nel 2022 (la scadenza della quota 100) e quello che potrebbe accadere (nuova misura flessibile). Ma le misure previdenziali strutturali non sono in forse o a rischio, o almeno non lo sono per il prossimo anno.

La previdenza italiana si basa su 2 misure fondamentali, previste dalla legge Fornero: la pensione di vecchiaia che si ottiene a 67 anni in presenza di 20 anni di contributi, e la pensione anticipata che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini mentre per le donne è necessario un anno in meno. A queste due misure si aggiungono altre misure strutturali quali la quota 41 (pensionamento anticipata in deroga per i precoci), la pensione anticipata e di vecchiaia contributiva introdotte da una riforma precedente, del 1995.

Per andare a modificare le misure strutturali serve una riforma più profonda che porti ad un superamento della Legge Fornero e attualmente non è nei piani del governo effettuarla (e se anche fosse con 5 mesi non si riuscirebbe a mettere in piedi una legge previdenziale che possa prendere il posto della Fornero). Da tenere presente, poi, che i requisiti per accedere alla pensione anticipata sono congelati fino al 31 dicembre 2026 e, pertanto, sembra improbabile che intervenga una modifica peggiorativa delle condizioni di accesso alla misura (che sono già abbastanza rigide e selettive).

A mio avviso può stare tranquilla, non ci sono molte possibilità che possa venire costretta a restare un altro anno in servizio. Ma voglio precisare una cosa per correttezza di informazione: il suo diritto alla pensione anticipata non è acquisito e non ancora cristallizzato (lo sarebbe se raggiungesse i requisiti di accesso entro la fine del 2021) poichè i 41 anni e 10 mesi necessari per pensionarsi con la misura deve ancora maturarli.

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