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Riforma pensioni probabilmente slitta, nel DEF le priorità sono altre

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Le priorità del DEF sono altre e per le pensioni si dovrà ripiegare ad una riforma ponte come già avvenuto lo scorso anno.

Nei giorni scorsi i sindacati avevano richiesto un incontro con il governo prima della presentazione del DEF per capire quante sono le risorse necessarie per finanziare la nuova Riforma Pensioni. Nonostante la crisi internazionale, infatti, per le parti sociali è necessario che il governo trovi anche il tempo di dare una risposta ai lavoratori che l’attendono.

In ogni caso l’incontro si potrà tenere, probabilmente, solo dopo la presentazione del DEF nel quale, a questo punto, potrebbe esserci anche solo un accenno alle riforme che si intende fare. Non necessariamente nel documento devono essere indicate anche le risorse stanziate e senza il bisogno che il tema sia affrontato in maniera strutturale.

Alla luce dell’emergenza in corso (tra crisi Ucraina e crisi energetica) in ogni caso, per il 2023 non si arriverà ad una riforma strutturale delle pensioni. Ma sarà possibile attuare solo una riforma ponte come già avvenuto nel 2022 (con la quota 102).

La vera riforma pensioni, come avevamo accennato in un precedente articolo, quindi, dovrà per forza essere rimandata ad altra data visto che le priorità del DEF in questo momento sono quelle di trovare le risorse per i decreti energia e affrontare il caro prezzi che rischia di strozzare, entro breve, le famiglie italiane.

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