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Riforma pensioni: per il personale della scuola rispunta l’ipotesi della quota 96

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Pensione Opzione donna

Per il comparto scuola spunta l’ipotesi del pensionamento con quota 96 e riconoscimento del lavoro usurante, la proposta è dell’Anief.

Il tavolo tra sindacati ed esecutivo di ieri per trovare una soluzione alla riforma pensioni non ha dato gli esiti sperati e non si è giunti a nessuna reale conclusioni. Continuano a rincorrersi le ipotesi su quale potrebbe essere la misura che, dal 2022, prenderà il posto della quota 100 in scadenza.

Se da una parte si ipotizza ancora una quota 99, lanciata da Cesare Damiano, che permetterebbe un pensionamento con 63 anni di età ed almeno 36 anni di contributi o con 64 anni di età e 35 anni di contributi, quello che si sottolinea è che la misura che prenderà il posto della quota 100 debba essere realmente una quota che consenta un gioco sull’età e sui contributi (fermi restando i requisiti minimi richiesti). Sulla quota 99 si ipotizza una flessibilità fino a 4 anni (pensionamento, quindi, a 63 anni di età con 36 anni di contributi) ma che permetta l’accesso alla pensione anche con meno anni di contributi ed un’età maggiore.

Pensione comparto scuola con quota 96

Il dibattito sulla quota 100, in ogni caso, è più aperto che mai e in esso si inserisce anche la proposta dell’Anief di rintrodurre la quota 96 per il personale del comparto scuola riconoscendo allo stesso tempo il lavoro usurante del comparto stesso.

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