Riforma pensioni: ipotesi anticipo, pensioni di anzianità ed emendamenti al milleproroghe

Dopo la bocciatura del referendum proposto dalla Lega Nord per modificare la riforma delle pensioni Fornero , il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato una imminente revisione della stessa riforma, in vigore dal 2011.

Dopo la bocciatura del referendum proposto dalla Lega Nord per modificare la riforma delle pensioni Fornero , il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha annunciato una imminente revisione della stessa riforma, in vigore dal 2011.

Il ministro ha affermato che è necessario un intervento sulla riforma Fornero per rendere più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro altrimenti la previdenza sociale potrebbe trasformarsi in un problema sociale.

Le modifiche di cui ha parlato il ministro Poletti dovrebbero interessare tutte quelle persone che sono vicine alla maturazione dei requisiti per accedere alla pensione e che hanno perso il lavoro o potrebbero perderlo senza avere al tempo stesso una copertura di ammortizzatori sociali che permettano loro di maturare in toto tali requisiti.

Quello di cui si parla, quindi, non è una cancellazione della riforma Fornero ma un adeguamento della stessa alle esigenze cui si deve far fronte per evitare i problemi che si sono presentati fino ad ora con la crisi economica laddove mancano gli aiuti degli ammortizzatori sociali.

Prima di mettere mano al mondo della previdenza sociale il governo vuole concludere il discorso del Jobs Act e quindi fare i decreti della riforma del mercato del lavoro; il cantiere della riforma pensione, quindi, dovrebbe aprirsi non prima di giugno.




Ipotesi  di adeguamento

Al momento le ipotesi che si stanno vagliando per adeguare la riforma Fornero alle esigenze dei lavoratori sono 4:

Opzione contributivo ce estenderebbe a tutti l’opzione donna. Con tutta probabilità sarà modificato il requisito anagrafico, ora fissato a 57 anni e 3 mesi, che potrebbe essere portato a 62 anni e 3 mesi più 35 anni di contributi, per tutti coloro che accederebbero alla pensione tramite questo metodo, però, ci sarebbe, probabilmente, un ricalcolo della pensione con il sistema contributivo.
Pensionamenti flessibili proposti da Damiano che prevedono un’uscita dal mondo del lavoro ad un età anagrafica di 62 anni e 35 anni di contributi: in questo caso è prevista una penalizzazione del 2% sulla quota calcolata con il sistema contributivo per goni anno di anticipo.
Quota 100: la possibilità di una pensione anticipata a chi raggiunge la somma 100 tra età anagrafica (minimo 60 anni) e anzianità contributiva (che deve essere minimo di 35 anni).
Prestito previdenziale: un assegno temporaneo, di 760/800 euro mensili, concesso al lavoratore in attesa della pensione di vecchiaia. Questa indennità verrebbe corrisposta soltanto a chi è a pochi anni dalla maturazione dei requisiti per accedere alle pensione. La restituzione di tale prestito avverrà tramite prelievi dall’assegno della pensione.

Pensione di anzianità

La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, si è espressa sulla riforma delle pensioni sostenendo la necessità di ripristinare la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro tenendo, però, anche conto che non tutte i lavoratori hanno le stesse esigenze: un impiegato che passa le sue ore lavorative seduto ad una scrivania non ha le stesse esigenze di un muratore, bisogna tener, quindi, conto dei lavori usuranti nei singoli comparti e non presentare ai lavoratori che, con 35/40 anni di contributi, possono accedere alla pensione anticipata penalizzazioni sull’assegno previdenziale.

Emendamenti Milleproroghe

Una pioggia di emendamenti è caduta sul decreto legge milleproroghe passando dalla ghigliottina parlamentare. Non c’è stato futuro per l’emendamento presentato dal deputato 5 Stelle Carlo Sibilia per gli esodati chetentava di estendere la sesta salvaguardia di altre 3300 unità. Stessa sorte avversa è toccata ad altre proposte simili presentate da Sel, Lega e Fora Italia.

Altro emendamento, presentato sempre da Sibilia, che non ha retto al giudizio della Commissione guidata da Francesco Paolo Sisto,  è stato quello che presentava una deroga per il personale della scuola alla fruizione del trattenimento in servizio che intendeva reintrodurre il trattenimento biennale per personale docente ed Ata che  avesse maturato i requisiti pensionistici della riforma Fornero.

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