Riforma pensioni: i risparmi di quota 100 per i cambiamenti

di Patrizia Del Pidio

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Tutte le risorse risparmiate dalla pensione con quota 100 devono essere impiegate per la realizzazione della riforma che porterebbe al superamento della legge Fornero.

Si continua a lavorare per un superamento senza troppi scossoni della pensione con quota 100, in scadenza il 31 dicembre 2021, e per attuare una riforma pensioni decisiva che porti ad un superamento strutturale della legge Fornero anhe se non sarà semplice trovare le risorse da stanziare per la riforma in questione.

L’intervento potrebbe, però, essere finanziato dai costi inferiori di quota 100 rispetto agli stanziamenti. Le risorse stanziate per quota 100 sono di

  • 4 miliardi nel 2019
  • 8,4 miliardi nel 2020
  • 8,7 miliardi nel 2021

La linea dei tecnici del MEF vorrebbe stanziare, però, per il pensionamento con quota 100 5-6 miliardi l’anno (anche se la cosa non è ben vista né dai sindacati né da parte della maggioranza). In questo modo si potrebbe agire mettendo in atto il tanto atteso intervento strutturale sulla riforma Fornero fornendo ai lavoratori non misure sperimentali a scadenza ma misure strutturali su cui è possibile contare con il passare degli anni.

Inoltre si punta a spendere quanto risparmiato con quota 100 sempre nella riforma previdenziale. Il pensionamento con quota 100, infatti, sta prevedendo una minor spesa rispetto agli stanziamenti e già nel 2019, secondo Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, sono stati risparmiati 1,5 miliardi di euro. La previsione è che se ne riescano a risparmiare altri 2,2 miliardi per il 2020 e altrettanti nel 2021 per una valore totale di 6 miliardi di euro.

Secondo il sottosegretario all’Economia, Baretta, tutto ciò che si risparmia dalla quota 100 andrebbe investito sulle pensioni.

Per Baretta la partenza della riforma pensioni dovrebbe essere contemporanea alla scadenza di quota 100: dal 1 gennaio 2022, quindi, si dovrebbero avere nuove regole per accedere al pensionamento per fare in modo che le nuove misure non si sovrappongano alla quota 100 ma allo stesso tempo che non si crei un vuoto dalla scadenza della misura.

La nuova riforma pensioni potrebbe scattare prima del 2022, quindi, solo nel caso si decida di stoppare in anticipo la quota 100 e Baretta sottolinea, a titolo personale e non riportando decisioni dell’esecutivo, che l’ipotesi non dovrebbe essere esclusa a priori.

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