Riforma pensioni: flessibilità, opzione donna ed esodati, cosa si farà?

di Lucrezia Di Dio
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PierCarlo Padoan ha annunciato che nella prossima Legge di Stabilità non saranno contenute le pensioni anticipate e la flessibilità che, pur essendo basate su principi giusti, al momento non sono all’ordine del giorno.

PierCarlo Padoan ha annunciato che nella prossima Legge di Stabilità non saranno contenute le pensioni anticipate e la flessibilità che, pur essendo basate su principi giusti, al momento non sono all’ordine del giorno.

Della flessibilità in uscita il governo si  occuperà il prossimo anno, probabilmente con un disegno di legge ad hoc. Le possibilità di vedere la Legge Fornero modificata entro la fine del 2015 si fanno sempre più remote e, anche se l’annuncio di Padoan sarà destinato a scatenare molte polemiche visto che lo stop arriva dopo tutta una serie di promesse e impegni del governo, il fatto che la flessibilità non sarà contenuta nella legge di Stabilità fa perdere molte speranze.

Non si fermano invece le discussioni per quel che riguarda l’Opzione donna e la settima salvaguardi che già entro fine mese potrebbero vedere una approvazione entro fine mese.




Pier Paolo Baretta ha chiesto altre due settimane per l’approvazione di una settima salvaguardia che possa individuare e risolvere definitivamente il problema degli esodati mentre Enrico Zanetti, ieri sera dalla trasmissione Ballarò ha fatto capire che la soluzione a tutela di chi ha perso il lavoro entro il 20111 e oggi si trova senza reddito e senza pensione, sia ormai vicina.

Anche se i contorni del provvedimento che dovrà portare alla settima salvaguardia non sono ancora chiari, il testo base del provvedimento licenziato dalla Camera la scorsa settimana comprende al momento 26mila lavoratori che potrebbero andare ad aggiungersi a quelli già salvaguardati con i sei provvedimento precedenti. Il disegno di legge strutturale che chiedono invece, i comitati dovrebbe salvare poco meno di 50mila lavoratori che ricomprenda anche le quindicenni, gli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 e chi ha fruito della mobilità frutto degli accordi precedenti al 2007.

In attesa di una soluzione anche le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 matureranno i requisiti per il regime sperimentale opzione donna: le lavoratrici chiedono che la data del 31 dicembre 2015 sia considerata come termine per la maturazione dei requisiti e non per la decorrenza della pensione. In questo modo circa 6mila lavoratrici potrebbero accedere alla pensione con l’opzione donna per aver raggiunto i requisiti del regime sperimentale entro il 2015; se il tutto si risolverà con un nulla di fatto rimane sempre l’attesa della decisione del Tar del Lazio cui le lavoratrici si sono rivolte e che dovrebbe pronunciarsi entro la fine di ottobre.

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