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Riforma pensioni e flessibilità in uscita, i sindacati saranno convocati per metà maggio?

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Riprende il confronto sindacato governo sulla riforma pensioni: le parti sociali potrebbero essere convocate per metà maggio.

Si sta per rientrare nel vivo della riforma dopo mesi di silenzio da parte del nuovo Governo. Il Ministro Orlando, infatti, per oltre 2 mesi ha ignorato il problema della previdenza che si troverà, inevitabilmente ad affrontare uno scalone di 5 anni alla scadenza della quota 100 se non si dovesse trovare una misura atta a sostituirla.

Il Ministro, interpellato dai sindacati, tempo fa, aveva chiarito che della riforma si sarebbe parlato ma solo dopo aver sbrigato  priorità più irgenti come, ad esempio, quella concernente il lavoro in vista dello stop al divieto licenziamenti e la revisione degli ammortizzatori sociali.

Riforma pensioni, il tavolo riprende

La scintilla che ha ridato il via alle danze della riforma pensioni è stato il Pnrr dove inizialmente era espressamente chiarito che la quota 100 non sarebbe stata prorogata e che si sarebbe prevista  una misura flessibile solo per i lavoratori gravosi.

Questo passaggio, in ogni caso, è stato eliminato nel testo definitivo, forse a causa dei paletti imposti da Matteo Salvini. E proprio Matteo Salvini ha sottolineato che dopo più di un anno di pandemia, con oltre mezzo milione di posti di lavoro perduti senza sapere quello che, poi, accadrà nel momento che scadrà il blocco dei licenziamenti a giugno, non è pensabile ritornare definitivamente alla legge Fornero senza prevedere una misura flessibile.

Ed è in questo contesto che rilancia l’idea di una quota 41 per tutti.

Dopo che le continue richieste da parte dei sindacati di riprendere i tavoli di confronto con il governo, finalmente il ministro Orlando annuncia la ripresa della discussione in ambito della riforma pensioni e sembra che le parti sociali saranno convocate per metà maggio.

Anche in questo modo, in ogni caso, bisognerà fare in fretta perchè già ad oggi siamo in ritardo rispetto alla scadenza della quota 100 ed è necessario che sia i lavoratori che le aziende riescano a pianificare i pensionamenti 2022 con un certo anticipo.

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