Riforma Pensioni, Damiano: revisione della Legge Fornero entro il 2015

di Patrizia Del Pidio
ipsef

L’elaborazione da parte dei sindacati di una piattaforma unitaria sulle pensioni fa sperare ad una possibile accelerazione sulla revisione della Legge Fornero.

L’elaborazione da parte dei sindacati di una piattaforma unitaria sulle pensioni fa sperare ad una possibile accelerazione sulla revisione della Legge Fornero.

La revisione della legge sulle pensioni va attuata il prima possibile poiché con tale revisione si deve risanare un’ingiustizia sociale verso quei lavoratori che hanno perso il lavoro pur essendo ancora molto lontani dalla pensione e per porre un freno all’innalzamento progressivo dell’età pensionabile che porta inesorabilmente a bloccare il turnover mantenendo al lavoro dipendenti sempre più anziani e precludendo l’ingresso nel mondo del lavoro ai più giovani.




Riforma Pensioni: le idee di Damiano

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, dichiara in una nota che l’obiettivo è quello di mettere mano al capitolo pensioni entro il 2015.

“Anche noi riteniamo che la soluzione consista nell’introduzione di un criterio di flessibilita’ che consenta, a chi ha 35 anni di contributi, di poter andare in pensione a partire dai 62 anni (con una penalizzazione massima dell’8%) o di lasciare il lavoro con i soli 41 anni di contributi. In alternativa puo’ essere utilizzata ‘Quota 100′. Tutte queste proposte, la prima delle quali gia’ incardinata in Commissione lavoro, sono a conoscenza del Governo: le abbiamo dette e ridette bisogna solo approvarle. La spinta che viene dal sindacato puo’ aiutarci a convincere l’Esecutivo a riaprire il capitolo previdenza, per il momento incomprensibilmente trascurato” chiarisce Damiano.

Il Partito Democratico preme per una riforma strutturale del sistema pensionistico e l’ennesimo invito all’azione è stata la proposta di una maggiore flessibilità in uscita limitando le penalizzazioni, almeno per i lavori usuranti ma anche nei confronti degli esodati non salvaguardati, dei disoccupati in età avanzata.

In un recente intervento il ministro del lavoro Giuliano Poletti che ha rassicurato che "Appena saremo nelle condizioni di aprire un confronto lo faremo". Poletti ha sottolineato che la precedenza darà data alle situazioni maggiormente difficoltose ricordando che il governo è già intervenuto per tutelare  le situazioni più gravi, come ad esempio, con la sesta salvaguardia per gli esodati e per i lavoratori precoci che permetterà di accedere alla pensione anticipata privata dei fondi pensione anche con 10 anni di anticipo.

 

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione