Riforma pensioni: con il contributivo penalizzati under 40, assegno dimezzato a fine carriera

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Nella scuola si guarda con grande preoccupazione alla riforma della pensione soprattutto in virtù del fatto che con un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno i più penalizzati sarebbero gli under 40.

Nella scuola si guarda con grande preoccupazione alla riforma della pensione soprattutto in virtù del fatto che con un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno i più penalizzati sarebbero gli under 40.

Per quanto riguarda la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 35 anni ci contributo le maggiori preoccupazioni vertono sull’entità delle penalizzazioni.

Dalle ipotesi che emergono da ogni parte che vorrebbero una penalizzazione pari al 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni e 7 mesi di età,  fino ad un massimo dell’8%, sembrerebbe che il calcolo della pensione, sia con il metodo contributivo che con quello misto non sta provocando resistenze pregiudiziali, ma nel personale della scuola sono molte le preoccupazioni, soprattutto per chi decide di non usufruire della possibilità della pensione anticipata.




Calcolo contributivo: quali preoccupazioni

Per il personale la cui futura pensione sarà calcolata esclusivamente con il calcolo contributivo i motivi di preoccupazione sono molti. Vediamo in base alle fasce di età quali dovrebbero essere i calcoli del futuro assegno previdenziale calcolato sul metodo contributivo.

Personale oggi in servizio compreso tra i 30 e 40 anni di età con 10 anni di contribuzione: trattamento pensionistico con il massimo di anzianità contributiva pari al 50% della retribuzione in godimento all’atto di  cessazione del servizio.

Personale oggi in servizio compreso tra i 40 e i 55 anni di età con anzianità contributiva compresa tra i 10 e 19 anni: trattamento pensionistico con il massimo di anzianità contributiva pari al 60% della retribuzione in godimento all’atto di cessazione del servizio.

Personale oggi in servizio compreso tra 55 e 60 anni di età con anzianità contributiva compresa tra 20 e 25 anni: trattamento pensionistico con il massimo di anzianità contributiva pari ad una cifra compresa tra il 60 e il 65% della retribuzione in godimento all’atto di cessazione del servizio.

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