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Riforma pensioni con ritorno alla Legge Fornero: e l’adeguamento all’aspettativa di vita?

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Si torna a parlare di riforma pensioni: se si dovesse tornare alla sola legge Fornero come inciderà l’adeguamento all’aspettativa di vita Istat?

Il post quota 100 spaventa ma bisogna sottolineare che, anche in mancanza di una nuova misura di flessibilità non sarebbe in nessun caso un salto nel buio per i lavoratori.

In un intervista rilasciata all’AdnKronos, infatti, l’ex sindacalista e giuslavorista Giuliano Cazzola spiega quello che sta succedendo e che potrebbe succedere a partire dal 1 gennaio 2022.

Riforma pensioni 2022

La quota 100 non sarà rinnovata, questa è sicuramente una delle poche certezze che ci sono in questo momento in ambito previdenziale e la decisione è ampiamente condivisa da governo, opposizione e parti sociali. La misura costa troppo alle casse dello Stato e non piace all’UE perchè vista come un privilegio concesso a pochi.

Il governo, però, impegnato a fronteggiare la pandemia ancora in corso, ha messo da parte la previdenza per dedicarsi ad altre priorità come la disoccupazione e la riforma degli ammortizzatori sociali. Per ora si pensa alle vaccinazioni e per quel che riguarda la riforma pensioni, poi si vedrà.

Appare ovvio, però, che entro fine anno debba essere presa una decisione, anche e soprattutto per evitare il famoso scalone di 5 anni che il ritorno alla sola legge Fornero comporterebbe. O almeno è quello che sostiene Cazzola, fiducioso, quindi, che il governo entro fine anno prenda una decisione in merito.

Le ipotesi avanzate per sostituire la quota 100 sono tante ma il governo, insediato da poco, non ha ancora espresso la propria scelta al riguardo.

Secondo Cazzola, però, “Col precedente governo erano circolate delle proposte, non solo di parte sindacale ma anche all’interno di tutti i partiti, tutte più o meno rivolte a superare all’indietro (a prima del 2011) la riforma Fornero. Draghi sa benissimo che quelle proposte sono insostenibili e che l’Unione raccomanda il ritorno alle regole introdotte nel 2011”.

Ma l’esperto fa notare che alla scadenza della quota 100 non rimarremmo totalmente al buio poichè la pensione di vecchiaia a 67 anni e la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini resterebbero in vigore e sarebbero utilizzabili da tutti e senza penalizzazioni.

Quello che spaventa, per quel che riguarda le misure previste dalla legge Fornero, è che la legge previdenziale attualmente in vigore prevede un meccanismo di aumento dell’età pensionabile in adeguamento all’aspettativa di vita Istat (si parla di 3 mesi ogni biennio fino alla fine del 2026 solo per la pensione di vecchiaia e di 2 mesi ogni biennio dal 2027 per entrambe le misure, sia l’anticipata che quella di vecchiaia).

Ma in tal senso bisogna essere tranquilli: per quel che riguarda la pensione anticipata, infatti, l’aumento per adeguamento all’aspettativa di vita Istat è bloccato fino alla fine del 2026 e pertanto, ancora per 5 anni non sono previsti aumenti sui contributi richiesti per l’accesso.

Dall’altra parte per le pensione di vecchiaia c’è tempo per intervenire a modificare il meccanismo poiché gli effetti della pandemia sulla mortalità della popolazione certamente bloccheranno l’aumento dell’aspettativa di vita per qualche anno, giusto il tempo per intervenire a modificare l’adeguamento automatico.

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