Riforma pensioni: con quella anticipata possibili 63mila posti per immissioni in ruolo

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Tutte le ipotesi di pensione anticipata potrebbero portare a 63mila anticipi di pensione nel mondo della scuola lasciando campo libero alle immissioni in ruolo.

Si torna prepotentemente a parlare di riforma pensione con la riapertura del tavolo del confronto tra governo e parti sociali sulla flessibilità in uscita.

E proprio a tal riguardo Italia Oggi annuncia che con gli anticipi possibili le richieste di pensionamento nel mondo della scuola potrebbero essere 63mila aprendo speranze per chi aspetta di essere assunto. Grazie alle pensioni anticipate, infatti, potrebbero essere 63mila i posti a disposizione per le nuove immissioni in ruolo.

Il menù di scelta per chi volesse accedere alla pensione anticipata potrebbe essere abbastanza vario, promette il governo e dall’incontro di mercoledì con i sindacati difficilmente si riuscirà ad uscire con un’intesa completa.




Quali sono le ipotesi di uscita anticipata che sono al vaglio? Prima fra tutte l’Ape, che permette un anticipo pensionistico fino a 3 anni e 7 mesi sull’età pensionabile richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia. Con il prestito pensionistico, si ricorda, l’anticipo sulla pensione è erogato dalle banche, tramite l’Inps, con un prestito che si dovrà, poi, restituire con micro prelievi ventennali sulla pensione. Questa ipotesi varrà sia per i lavoratori del settore pubblico che di quello privato, ma anche per i lavoratori autonomi.

Un’altra novità potrebbe riguardare i lavoratori precoci, i cittadini che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età a cui verrebbero concessi bonus contributivi tra 2 e 6 mesi per ogni anno di lavoro effettivo lavorato prima dei 18 anni.

Resta intesa la possibilità di accedere alla pensione anticipata con i requisiti stabiliti dalla Riforma Fornero, ovvero con almeno 42 e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica  poichè le penalizzazioni per chi accede alla pensione prima dei 62 anni sono state congelate fino al 31 dicembre 2017.

Un’altro anticipo pensionistico è previsto per cosiddetti lavori usuranti, nei quali ricordiamo rientrano anche i docenti della scuola dell’infanzia, che hanno la possibilità di accedere alla pensione prima rispetto all’età richiesta per la pensione ordinaria di vecchiaia, con almeno 35 anni di contributi ed un’età anagrafica di 61 anni e 7 mesi.

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