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Riforma pensioni: chi rischia il ricalcolo interamente contributivo del trattamento?

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Le ultime indiscrezioni sulla riforma pensioni gettano nel panico i lavoratori: ecco chi rischierebbe il ricalcolo contributivo.

Le affermazioni sulla riforma previdenziale creano molto allarme nei lavoratori che sono prossimi alla pensione. Anche la poca sicurezza su quello che riserva il futuro innesca meccanismi che portano all’ansia e alla fretta e proprio per questo motivo molti lavoratori sperano di guadagnare l’uscita quanto prima per evitare spiacevoli sorprese.

Rispondiamo ad una lettrice che ci chiede:

Buonasera, Ho appena letto un vostro articolo e mi sento rassicurata dal fatto che la pensione anticipata, per gli uomini con 42 anni e 10 di contributi,  e per le donne un anno in meno, resta cmq in vigore anche nei prossimi anni e fino al 2026, sebbene non se ne parli mai.
Quello di cui si parla molto, oltre all’innalzamento dell’età  da 62 anni a 64, per il dopo quota 100, è  la possibilità di portare tutto al contributivo.
Si rischia davvero questo? Al posto del sistema misto? E potrebbe già  riguardare chi potrà andare in pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi nel 2022/2023?
E chi ha i requisiti di quota 100 entro dicembre 2021, potrà  beneficiarne anche successivamente?
Vi ringrazio in anticipo per una gentile risposta e vi auguro Buon lavoro.

Riforma pensioni: per il rischio contributivo?

Il governo è al lavoro per riformare il sistema previdenziale. E questo è un dato di fatto. Sicuramente il 2022 sarà un anno di transizione con la quota 102 che andrà a rendere meno brusca la scadenza della quota 100. Ma per vedere novità che, in qualche modo, risultino più lunghe nel tempo bisognerà attendere il 2023.

Il tavolo di confronto tra governo e parti sociali, infatti, ha fatto emergere il bisogno di una flessibilità in uscita che vada ad affiancarsi alla legge Fornero attualmente in vigore. Ma la nuova riforma, da quel che scrive il Sole24ore, sarà modellata sulla legge Fornero. E questo significa, appunto, che per il momento la Fornero non si tocca.

Certamente si è parlato anche di ricalcolo contributivo per chi anticipa ma questo non vuol dire che lo stesso sarà applicato a chi ha lavorato per 41 anni e 10 mesi (o 42 anni e 10 mesi). Il rischio, da quel che si comprende, è per coloro che vogliono pensionarsi prima dei 67 anni e senza aver raggiunto i 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi se donne).

Ed infatti, a quanto sembra le ipotesi messe sul tavolo parlano di pensione a 64 anni con 20 anni di contributi, una misura che già esiste per chi ricade interamente nel sistema contributi e che potrebbe essere estesa anche a chi ha contributi versati prima del 1996, scegliendo, appunto, il ricalcolo contributivo. Un pò come accade a chi sceglie l’opzione donna per uscire prima dal mondo del lavoro.

Il ricalcolo contributivo, da quel che si evince, quindi, toccherà coloro che non si pensioneranno con le misure previste dalla legge Fornero. Ma per chi accede alla pensione anticipata con il massimo contributivo (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) il calcolo resterà misto.

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