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Riforma pensioni, chi può accedere alla quota 84?

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In quali casi è possibile accedere alla quota 84 che si sta studiando come scivolo pensionistico per le donne?

La riforma pensioni continua a tenere banco e ancora non sono state individuate con precisione quelle che saranno le misure “tampone” che forniranno una flessibilità in uscita nel 2024. Quasi certa la proroga della quota 103 e dell’Ape Sociale e Opzione donna. Ma a queste misure se ne potrebbero affiancare anche altre. Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci chiede:

Ho 20 anni di contributi e compio 64 anni a gennaio 2024. Secondo voi riesco a pensionarmi con la quota 84 a settembre 2024? Devo presentare domanda di cessazione entro il 23 ottobre? Vi ringrazio del vostro servizio.

Pensione quota 84 nel 2024

La quota 84, ovvero la pensione a 64 con 20 anni di contributi, è una delle tante opzioni che attualmente è allo studio per permettere alle lavoratrici di uscire dal mondo del lavoro con un certo anticipo.  Esiste già una quota 84, anche oggi, ma è limitata solo alle lavoratrici che ricadono interamente nel sistema contributivo. L’ipotesi è quella di estenderla anche a coloro che hanno contributi versati anche prima del 1996.

Non è ancora certo che la misura venga varata, visto che sono ancora in corso le valutazioni per la valutazione dei costi. In ogni caso se dovesse essere scelta per accompagnare le altre misure di anticipo per il 2024, sicuramente sarà rivista rispetto a quella che oggi possono utilizzare le donne che ricadono nel contributivo poiché per uscire a 64 anni con 20 anni di contributi necessitano di una pensione che sia di almeno 2,8 volte l’assegno sociale Inps.

Si sta pensando di ridurre questa soglia a 2 volte l’assegno sociale o a 2, 5 volte per permettere l’accesso all’anticipo per chi ha contributi prima del 1996. Per poter scegliere questo tipo di pensionamento, ovviamente, sarà necessario optare per il calcolo contributivo della pensione.

Non essendo certo che questa misura entrerà nella Legge di Bilancio, non può e non deve presentare domanda di cessazione entro il 23 ottobre. Se la misura dovesse entrare in vigore il 1° gennaio 2024, sarà prevista, per il comparto scuola, una riapertura dei termini per la presentazione delle dimissioni.

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