Riforma pensioni: i cambiamenti della Legge di Stabilità e l’opzione donna

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Questa mattina in Commissione Bilancio si chiuderà l’esame delle proposte e gli emendamenti alla Legge di Stabilità che sbarcherà nella giornata di domani in Aula per l’approvazione finale tramite votazione.

Questa mattina in Commissione Bilancio si chiuderà l’esame delle proposte e gli emendamenti alla Legge di Stabilità che sbarcherà nella giornata di domani in Aula per l’approvazione finale tramite votazione.

Sembra ovvio che il governo porrà la fiducia alla Legge di Stabilità e sembrerebbe che le modifiche apportate al ddl, già approvato in prima lettura alla Camera, non ne hanno stravolto il senso.

Riforma pensioni nella Legge di Stabilità 2014

Anche se per avere la certezza assoluta dei cambiamenti apportati, sembrerebbe confermato lo stop alle penalizzazioni fino al 2017 per chi decide di accedere alla pensione anticipatamente avendo meno di 62 anni. Inoltre sembra confermato anche il tetto alla possibilità di integrare la pensione con il sistema contributi.

Le proposte relative ai quota 96 della scuola sono state, invece, respinte tutte. Nelle province in esubero invece non sarà possibile il prepensionamento, il governo in questo caso vorrebbe optare per la sola mobilità e non mandare in pensione anticipata il personale in deroga fino al 2018.

L’unica novità degna di rilievo che dovrebbe aggiungersi al Senato è l’emendamento presentato per i lavoratori dell’Isochimica di Avellino malati a causa dell’amianto che consentirebbe loro di mantenere le regole di pensionamento previgenti.




Opzione donna

Un particolare regime pensionistico è stato riconosciuto in via sperimentale per tutto il 2015, e fino, quindi, al 31 dicembre del prossimo anno, che permette alle lavoratrici donne di accedere alla pensione di anzianità con i requisiti in vigore fino al 31 dicembre 2007. Si chiama “Opzione donna” e prevede un calcolo interamente contributivo per la pensione per scontare questa agevolazione concessa.

Non ci sono termini di scadenza per la lavoratrici che vogliono usufruire di questa opzione e la domanda per il 2014 può essere inoltrata anche nel 2015 prima dell’apertura della finestra pensionistica. I requisiti per accede all’Opzione donna sono 35 anni di contributi e almeno 57 anni e 3 mesi di età anagrafica per le lavoratrici dipendenti. Per le lavoratrici autonome l’età anagrafica sale a 58 anni e 3 mesi.

Per le lavoratrici che intendono avvalersi dell’Opzione donne va ricordato che la decorrenza della pensione sarà spostata di 12/18 mesi rispetto alla data del raggiungimento dei requisiti richiesti. Secondo l’Inps la data di scadenza del regime (quindi 31 dicembre 2015) va intesa come termine ultimo come decorrenza per il trattamento pensionistico e non solo per il raggiungimento dei requisiti. Per rientrare in questa opzione, quindi i requisiti devono essere stati raggiunti dalle lavoratrici in questione entro il 30 novembre 2014 per una dipendente del comparto privato  mentre per una dipendente del comparto pubblico entro il 30 dicembre 2014; per le lavoratrici autonome, visto che è richiesto un maggior numero di mesi di differita, i requisiti devono essere stati raggiunti entro il 31 maggio 2014.

Tutto sulle pensioni 2015. Scadenza 15 gennaio 2014

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