Riforma organi collegiali, dispersione, scuola-lavoro e ruolo dirigenti. Giannini risponde in Senato

di redazione
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Ieri, il Ministro Giannini ha risposto ad una serie di domande relative alla riforma della scuola. Molti i temi affrontati, alcuni dei quali vi abbiamo fornito ieri subito dopo la diretta. Vi riportiamo i punti cruciali.

Ieri, il Ministro Giannini ha risposto ad una serie di domande relative alla riforma della scuola. Molti i temi affrontati, alcuni dei quali vi abbiamo fornito ieri subito dopo la diretta. Vi riportiamo i punti cruciali.

Venendo al quesito della senatrice Puglisi sulla riforma degli organi collegiali, fa presente come lo strumento della delega sia considerato quello più efficace per rivedere l'intera materia, salvaguardando anche l'autonomia statutaria degli istituti scolastici e i principi della distinzione di funzioni tra i diversi organi, oltre che del coinvolgimento delle componenti esterne al comparto scolastico.

Con riferimento alle osservazioni del senatore Conte sull'alternanza scuola-lavoro, rileva che una delle finalità principali del disegno di legge del Governo consiste nell'instaurazione di un dialogo permanente tra il mondo della scuola e il mondo produttivo, realizzando almeno 400 ore di alternanza negli istituti tecnici e almeno 200 ore nei licei. Per attuare tale piano di alternanza, si agisce ricorrendo a tre leve specifiche, ossia lo stanziamento di risorse finanziarie, la semplificazione per le imprese, inclusa la possibilità di stipulare contratti di apprendistato prima dei diciotto anni, nonché l'introduzione per le scuole della possibilità di dotarsi di appositi laboratori territoriali per l'occupazione e il raccordo scuola-lavoro, anche nei periodi estivi. Per finanziare tali laboratori sono stanziati, quindi, 90 milioni quest'anno e, a regime, dal prossimo anno, 30 milioni annui.

Venendo al tema sollevato dalla senatrice Blundo sul contrasto alla dispersione scolastica, ritiene che l'intero impianto del disegno di legge sia ispirato ad un modello educativo volto a contrastare la dispersione, attraverso il potenziamento dell'autonomia delle scuole, oltre all'incremento dell'offerta formativa. Si tratta, quindi, di insistere sull'implementazione di azioni come l'apertura pomeridiana delle scuole, la riduzione del numero degli alunni per classe, il potenziamento della lingua italiana per gli studenti stranieri, che rappresentano la fascia più colpita dalla dispersione, oltre all'alternanza scuola-lavoro. Ovviamente, tali azioni devono essere calibrate secondo le caratteristiche proprie delle varie aree territoriali.

Con riguardo, invece, alle osservazioni circa il ruolo della dirigenza scolastica, conferma che il dirigente diventerà una figura centrale, la cui professionalità sarà ispirata ai principi di autonomia e responsabilità, anche attraverso una costante valutazione dei risultati ottenuti. Proprio per il raggiungimento di tali obiettivi, il fondo unico nazionale per la retribuzione di risultato dei dirigenti viene incrementato di circa 35 milioni di euro all'anno.

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