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Riforma: non solo pensioni ma anche fisco, che novità da settembre?

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Riforma del fisco e delle pensioni: i due argomenti caldi che si dovranno affrontare da settembre.

Anche se al momento tutto tace da settembre dovrebbe iniziare un periodo piuttosto caldo in tema riforme. Gli appuntamenti salienti che si dovranno affrontare al termine della pausa estiva saranno sostanzialmente due: la riforma delle pensioni e quella del fisco.

Non solo per esigenze nazionali, le due riforme sono necessarie per ricevere la prossima tranche di aiuti del Recovery Plan.

Riforma fiscale

Anche se la riforma più attesa sembra essere quella previdenziale tema molto caldo è anche la riforma del fisco che dalle prime anticipazioni potrebbe portare alla scomparsa della imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) che attualmente grava sulle imprese.

Ma non basta. Si prospetta, sempre per le imprese, anche di una riduzione del cuneo fiscale che dovrebbe favorire l’occupazione in un periodo in cui la disoccupazione in aumento preoccupa soprattutto a causa della crisi economica.

E, a tranquillizzare gli animi, arriva la notizia che non ci sarà nessuna tassa patrimoniale al momento. Attesissimo, soprattutto dai lavoratori, il taglio dell’IRPEF per il quale, però, sarà necessario attendere ancora poichè avranno la precedenza gli interventi a costo zero, come ha fatto notare il ministro dell’Economia e delle Finanze. Daniele Franco, infatti, durante un’audizione dello scorso 22 luglio ha affermato che per i tagli che hanno un costo, come quello dell’IRPEF, ci sarà da attendere il reperimento delle risorse.

Riforma pensioni

Cosa accadrà dopo quota 100? Con l’avvicinarsi del 31 dicembre 2021, quando la misura andrà in scadenza, i lavoratori rischiano uno scalone di 5 anni in più che andranno lavorati per raggiungere pensione di vecchiaia o anticipata, non essendoci più flessibilità a 62 anni. Ed il governo dovrebbe trovare una nuova misura flessibile dai costi accettabili per prendere il posto della quota 100.

Ma anche in questo caso, vista la pausa estiva, sarà necessario attendere settembre per capire verso quale direzione di deciderà di muovere. Anche se il Recovery Plan aveva previsto come data ultima per la presentazione del disegno di legge il 31 luglio, si dovrà attendere la ripresa dei lavori in Parlamento a settembre. Ma in questo modo si segnerà un ritardo rispetto a quanto previsto dal Pnrr.

In ogni caso Palazzo Chigi rassicura che il ritardo non pregiudicherà in alcun modo i tempi scanditi dal Recovery Plan.

Nel frattempo, oltre alle ipotesi avanzate fino ad ora da parti sociali e forze politiche, si ha anche quella avanzata da Alberto Brambilla, esperto di previdenziale e presidente di Itinerari Previdenziali che sottolinea la necessità di rendere stabile la pensione anticipata eliminando definitivamente l’aumento dell’età pensionabile legato all’adeguamento alla speranza di vita Istat (che attualmente è previsto fino al 31 dicembre 2026) prevedendo, al tempo stesso, agevolazioni per donne, precoci e caregiver.

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