Riforma. Nei posti vacanti, prima mobilità straordinaria e poi assunzioni? Utilizz. e ass. provvisorie potrebbero saltare per il 2015/16

di redazione
ipsef

Potrebbe essere questa una delle novità contenute nell'ultima versione del ddl o comunque una delle priorità che sarà oggetto di discussione in parlamento.

Potrebbe essere questa una delle novità contenute nell'ultima versione del ddl o comunque una delle priorità che sarà oggetto di discussione in parlamento.

Se il testo della bozza in nostro possesso sarà confermato, ci troveremo davanti ad una rivoluzione anche nel settore della mobilità, a seguito dell'istituzione degli albi provinciali dai quali di dirigente potranno "chiamare" i docenti.

Una novità che influenzerà profondamente anche la mobilità, che dovrà essere oggetto di revisione. Con molta probabilità, non sarà più possibile, in futuro, scegliere la scuola ma l'albo, dato che l'assunzione dipenderà dal dirigente.

Inoltre, l'ingresso nell'albo sarà riservato, oltre che ai docenti neoassunti, anche a coloro che faranno domanda di  mobilità.

Cosa accadrà a coloro che si trovano in altra provincia a causa del blocco triennale?

Una situazione che è ben conosciuta e che sembra essere stata attenzionata, con la proposta di avviare un piano straordinario di mobilità, prima dell'entrata a regime della riforma, che aggiri il blocco triennale e consenta ai docenti di potersi "posizionare" nella provincia (o albo) che desiderano.

Un piano che potrebbe essere avviato in contemporanea con le assunzioni, anzi, i docenti che devono rientrare, potrebbero anche avere priorità rispetto ai precari da assumere.

Conferme, inoltre, arrivano relativamente al blocco per il 2015/16 delle utilizzazioni assegnazioni provvisorie, del quale la nostra redazione si è interessata più volte . Il blocco era previsto nel testo del Decreto legge, poi abbandonato, ma non è stato riportato nella bozza del testo del DDL divulgato dalla nostra redazione. Ciò non vuol dire, come ha pensato qualcuno, che il blocco non avverrà. Esso è ancora ben presente nelle mire del Governo, dato che il trasferimento significherebbe una violazione di quel blocco triennale che si vorrebbe garantire alle scuole per la stabilità degli organici.

Blocco triennale, legato al Piano dell'offerta formativa e al rinnovo dell'incarico da parte del dirigente ai docenti.

Il tutto, ovviamente, dovrà passare dal vaglio del Parlamento. Nelle prossime ore il testo definitivo della riforma sarà consegnato alla Camera o al Senato.

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