Riforma maturità. Gruppo Firenze: “o rigore o eliminazione”

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Il Gruppo di Firenze dice NO alla riforma dell’esame di maturità proposto dal Ministro Stefania Giannini che vorrebbe l’eliminazione dei membri esterni. "Una convergenza tra la pedagogia della della facilitazione e le esigenze di bilancio statale", affermano i presidi del GdF.

Il Gruppo di Firenze dice NO alla riforma dell’esame di maturità proposto dal Ministro Stefania Giannini che vorrebbe l’eliminazione dei membri esterni. "Una convergenza tra la pedagogia della della facilitazione e le esigenze di bilancio statale", affermano i presidi del GdF.

Da anni impegnati in una campagna di rigore da applicare all’esame di maturità i Dirigenti facenti parte del Gruppo di Firenze, criticano la proposta della Giannini, che viene vista come un colpo di grazie ad un esame "sempre più svilito".

La colpa? anche di quella parte di Dirigenti e docenti che praticano "una presunta bontà e dimenticano la giustizia", scrivono in un documento.

Negli anni il GdF si è distinto per i richiami all’etica della lealtà e del merito, all’esclusione di chi copia, ad una sorveglianza "senza se e senza ma", all’uso di rilevatori di cellulari e alla condanna degli scrutini finali come "orgia di condoni".

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Tanto meglio, dicono, "eliminare l’esame del tutto insieme al valore legale del titolo di studio o lo si renda rigoroso e credibile, davvero in grado di rendere giustizia ai capaci e meritevoli".

Tutto sulla riforma proposta dalla Giannini

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