Riforma mal comunicata? No, va cambiata. Pacifico (Anief) risponde a Renzi (Pd)

di redazione
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Non c’è stato ascolto delle istanze, delle critiche costruttive e delle proteste provenienti da sindacati, associazioni, interi collegi docenti che in quei serrati quattro mesi (marzo – luglio 2015) hanno chiesto al Governo un passo indietro, se non pesanti modifiche.

E se il 97% dei docenti ha scioperato non è certo colpa della comunicazione. Anche i decreti delegati devono essere riscritti perché figli di una delega pensata e scritta male. La politica s’impegni ora a modificare subito e profondamente la legge 107.

Docenti precari discriminati nel reclutamento in base alla graduatoria di appartenenza, supplentite irrisolta e divieto dei contratti a termine senza stabilizzazione, infanzia-primaria esclusi dai nuovi concorsi come i laureati, merito arbitrario senza adeguamento degli stipendi all’inflazione, alternanza scuola-lavoro senza regole per le aziende, nuove certificazioni sul sostegno senza motivate ragioni, organico dell’autonomia assegnato al di là del bisogno delle scuole, valutazione della dirigenza senza perequazione, concorsi per dsga e ds bloccati, personale ATA ed educativo dimenticato ed escluso da reclutamento e bonus, edifici scolastici sempre più a rischio.

Così la “Buona scuola” ha deluso tutti. Ripartiamo dai contenuti e affrontiamoli punto per punto, ma ascoltiamoci perché quando si comunica si presuppone di essere almeno in due – così risponde Marcello Pacifico, presidente Anief, alle recenti osservazioni dell’ex premier.

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